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Bicicletta, se si è poco allenati non è molto utile pedalare più veloce

Per i ciclisti della domenica provare a imitare i professionisti non sempre è una buona idea. Aumentare la cadenza della pedalata, ovvero il numero di giri di pedale al minuto, sembra essere controproducente poiché influenza in modo negativo l'efficienza dell'esercizio stesso. È quanto ha osservato un team di ricercatori internazionali guidato da scienziati del King's College London (Regno Unito) in uno studio pubblicato su International Journal of Sports Medicine.

Uno sforzo fisico più intenso ha effetti diversi tra ciclisti amatoriali e pro: “Pedalare a cadenze maggiori di 90 giri al minuto è vantaggioso per i ciclisti professionali ma sembra inefficiente per quelli amatoriali”, spiega Federico Formenti, autore principale dello studio. “Quando si pedala a basse intensità – continua – l'ossigenazione del muscolo generalmente non viene influenzata dalla cadenza e ciò indica come i sistemi cardiopolmonare e circolatorio possono effettivamente assolvere alle richieste dei muscoli coinvolti nell'esercizio. Però a maggiori intensità, la cadenza più elevata riduce l'efficienza e l'ossigenazione del muscolo indicando una ridotta proporzione fra l'ossigeno trasportato ai muscoli e quello utilizzato”.

Pedalare per stare bene

Andare in bicicletta, dopo la camminata a passo veloce e la corsa, è uno dei modi più alla portata di tutti per mantenersi regolarmente in movimento. I benefici sono svariati. In primo luogo pedalando si fa attività fisica di tipo aerobico migliorando la funzionalità dell'apparato cardiocircolatorio. Inoltre si allena la muscolatura, in particolare delle gambe ma anche del tronco, senza appesantire le articolazioni, e si migliora la postura e l'equilibrio. Pertanto si fa prevenzione cardiovascolare, contribuendo a ridurre il rischio di ipertensione e malattie cardiovascolari, si controlla il peso corporeo e si migliora anche il benessere mentale, godendo così di tutte le ricadute dell'attività fisica.

Chi pedala nel tempo libero, per mantenersi attivo e in forma, potrebbe avere la tentazione di aumentare la cadenza della pedalata, un parametro che indica il numero di giri completi che si fanno con i pedali in un minuto. I ciclisti professionisti pedalano a una cadenza molto alta, spesso sopra i 100 giri al minuto, e sono in grado di reggere un esercizio a intensità sostenuta per un periodo di tempo più lungo. Il ciclista amatoriale, che invece pedala a ritmi più blandi, potrebbe voler aumentare la cadenza pensando che il flusso sanguigno possa ossigenare meglio i muscoli impegnati nello sforzo fisico: l'aumento dell'ossigenazione (il tasso di fornitura e utilizzo dell'ossigeno da parte del tessuto muscolare) dovrebbe comportare un miglioramento della prestazione.

Effetti negativi

Il team di ricercatori ha condotto dei test proprio per verificare questa ipotesi. Per lo studio sono stati arruolati nove volontari in salute che hanno svolto dei test su un cicloergometro. Hanno pedalato per quattro minuti ciascuno a 40, 50, 60, 70 80 e 90 giri al minuto. Una spettroscopia infrarossa ha misurato l'ossigenazione dei muscoli delle cosce mentre dei macchinari hanno misurato la forza esercitata sui pedali e le risposte cardiopolmonari e metaboliche.

I risultati hanno invece mostrato che, con l'aumentare della cadenza, l'esercizio diventava meno efficiente: la forza esercitata sui pedali diminuiva e il ritmo cardiaco aumentava del 15%; a fronte di una cadenza di 90 giri al minuto l'ossigenazione del muscolo diminuiva.

 

Foto: Pixabay

di Vito Miraglia
Pubblicato il 19/02/2019