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Da una proteina una nuova terapia contro l’epatite C

Nuove sperimentazioni lasciano ben sperare: una combinazione di anti-virali, simile a quella utilizzata contro l`Hiv, potrebbe fornire una terapia per il trattamento dell`epatite C. Il virus, che causa l`infiammazione del fegato e che può condurre a gravi forme di insufficienza epatica, conta 180 milioni di malati al mondo: la patologia nei suoi primi stadi è asintomatica e  attualmente non esiste vaccino.
La ricerca, condotta presso l`Università di Leeds e pubblicata su Hepatology, ha riguardato in particolare la proteina p7: secondo lo studio inglese esistono infatti delle relazioni tra la codificazione genetica di questa proteina e i ceppi del virus. Intervenendo sulla proteina, quindi, i ricercatori potrebbero riuscire ad alterare la sensibilità del virus ai farmaci bloccando la sua diffusione e sviluppando nuove e più efficaci cure.
Gli autori delle sperimentazioni avevano scoperto la proteina già nel 2003, dimostrando nei test di laboratorio che inibire la produzione della proteina p7 frenava la diffusione del virus. Gli studi più recenti hanno rilevato la mutabilità della proteina p7 e che, di conseguenza, l`efficacia della terapia varia a seconda della composizione genetica della proteina p7.
“Una delle difficoltà maggiori incontrate nello studio dei trattamenti contro l`Hcv è dovuta al fatto che il virus cambia costantemente `composizione genetica` – spiega Mark Harris, uno degli autori della sperimentazione –. La nostra ricerca dimostra che non c`è una formula unica per combattere il virus dell`epatite C tramite gli inibitori della proteina p7. La composizione dei trattamenti avrà più efficacia quanto più si terrà conto della variabilità della proteina”.

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Pubblicato il 10/12/2008