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22-02-2019

Tumore ovarico, un'arma in più grazie alla proteomica



Individuato un composto capace di contrastare i tumori ovarici resistenti alla chemioterapia. È quanto emerge da uno studio pubblicato sul Journal of the American Chemical Society dai ricercatori dell'Università di Sheffield (Regno Unito), che hanno utilizzato una tecnica chiamata "proteomica" per determinare il modo in cui le proteine contenute ​​nelle cellule – normali e maligne - rispondono al nuovo farmaco.


Gli scienziati hanno sviluppato alcuni composti antitumorali e ne hanno testato l’efficacia su una serie di tumori sensibili o resistenti alla chemioterapia. Inoltre, li hanno somministrati alle cellule non cancerogene per verificarne l’eventuale tossicità. Al termine della sperimentazione, hanno identificato un composto che risulta poco tossico per le cellule normali, ma altamente efficace contro le cellule tumorali sensibili o resistenti ai trattamenti oncologici tradizionali.


“Molte cellule tumorali, circa il 20%, diventano resistenti ai trattamenti comuni imparando a ignorare i segnali interni che indicano loro di sottoporsi alla morte cellulare programmata, nota come apoptosi – spiega  Jim A. Thomas, che ha coordinato lo studio -. Abbiamo identificato un composto che uccide le cellule tumorali senza ricorre all’apoptosi, e pertanto il normale meccanismo di resistenza non funziona contro il nostro farmaco”.


“Il composto è potente quanto i comuni chemioterapici attuali, ma conserva la sua potenza in modo cruciale contro i tumori resistenti al trattamento – aggiunge l’esperto -. Abbiamo scoperto che il nuovo farmaco funziona attivando due diversi meccanismi contemporaneamente, rendendo molto più difficile per i tumori sviluppare una resistenza durante il trattamento. Pensiamo che questo composto potrebbe essere particolarmente efficace contro il cancro ovarico”.