Logo salute24

Tumore al fegato, con i cereali integrali potrebbe ridursi il rischio

I cereali integrali sono riconosciuti come un alimento salutare. Il loro consumo è stato associato infatti a un miglior metabolismo e anche a un maggior benessere cardiovascolare. Ora un gruppo di ricercatori ne ha correlato l'introito a una riduzione del rischio di sviluppare tumore al fegato. Il team, guidato da Xuehong Zhang della Harvard Medical School di Boston (Stati Uniti), ha rilevato una diminuzione di quasi il 40% delle probabilità di sviluppare la neoplasia. I dati dello studio pubblicato su Jama Oncology vanno interpretati però con cautela, come sottolineano i suoi autori, visto il basso numero di pazienti che sono stati colpiti dal tumore nel periodo coperto dalla ricerca e perché non è stato possibile tener conto dei dati sull'incidenza, nella popolazione coinvolta nello studio, dell'epatite C e B, il maggior fattore di rischio per il tumore al fegato.

Abuso di alcol e tumore al fegato

La forma più comune di tumore al fegato è il carcinoma epatocellulare, chiamato così poiché ha origine negli epatociti, cellule proprie del fegato. Nel mondo quella al fegato è la sesta neoplasia più comune; in Italia – si legge nei Numeri del Cancro 2018 – rientra fra i cinque tumori più diagnosticati (con il 5%) solo tra gli uomini e sempre solo tra i maschi è compresa nelle prime cinque cause di mortalità oncologica. Oltre il 70% dei casi di tumori primitivi del fegato è dovuto all'infezione da virus dell'epatite C ma anche l'epatite B ne è causa.

Tra i fattori di rischio associati invece allo stile di vita c'è sicuramente l'abuso di bevande alcoliche ma anche l'assuefazione al fumo di sigaretta. Inoltre le probabilità di sviluppare il tumore aumentano in presenza di steatoepatite non alcolica e di obesità. Riguardo l'alimentazione, in alcune zone del mondo come l'Africa sub-sahariana l'assunzione di cibo contaminato da aflatossine (delle micotossine, sostanze tossiche prodotte da funghi) è un elemento di rischio.

Sempre nella dieta possono esserci invece degli elementi protettivi? Come suggerisce il team di ricerca uno potrebbe essere rappresentato proprio dai cereali integrali. Nello studio sono stati analizzati i dati relativi a 125.455 statunitensti (di cui 77 mila donne circa). Nel follow-up medio di 24 anni sono stati diagnosticati 141 casi di carcinoma epatocellulare. In base al consumo di cereali integrali, ma anche di altri alimenti, i partecipanti sono stati distinti in cinque gruppi: le informazioni sulla dieta sono state raccolte con dei questionari quasi ogni quattro anni.

Migliora il metabolismo e si riduce il rischio oncologico?

Al consumo massimo di cereali integrali – poco più di 33 grammi al giorno – i ricercatori hanno associato una riduzione del rischio oncologico del 37% rispetto ai soggetti che ne consumavano invece la quantità minima. Tale rischio scendeva anche tra quelli che mangiavano più crusca e in associazione a un maggior apporto di fibre ma non se queste derivavano dal consumo di frutta e verdura.

Ma perché sono stati riscontrati questi effetti? Un'ipotesi è legata ai benefici sul metabolismo: con più cereali integrali e più fibre alimentari c'è un minor rischio di insulino-resistenza, di iperinsulinemia e di infiammazione, ma anche di steatoepatite non alcolica e obesità, tutti fattori predisponenti per il tumore al fegato. Integrando nella dieta questi alimenti e queste sostanze, inoltre, può alterarsi in senso positivo la composizione del microbioma intestinale. Pertanto l'effetto protettivo potrebbe essere riconducibile a un'attenuazione dell'effetto cancerogeno dell'iperinsulinemia e dell'infiammazione. I ricercatori rinviano in ogni caso a ulteriori studi per capire più in dettaglio da cosa possa derivare il possibile effetto anti-tumorale del consumo di cereali integrali.

 

Foto: Pixabay

di Vito Miraglia
Pubblicato il 06/03/2019