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Frattura dell'anca, fattore determinante per la ripresa è l'età

L’età potrebbe influire sulle possibilità di tornare autonomi dopo aver subito una frattura dell’anca. Lo suggerisce uno studio pubblicato sulla rivista Journal of Orthopaedic Trauma dagli scienziati canadesi della University of Western Ontario di London e della McMaster University di Hamilton, secondo cui a distanza di un anno dall’intervento la maggior parte degli adulti di mezz’età e degli under80 riacquista la capacità di vivere in modo indipendente, mentre gli ultraottantenni avrebbero meno probabilità di tornare a muoversi in modo autonomo.

 

La ricerca ha incluso oltre 600 pazienti di età pari o superiore a 50 anni, che erano stati sottoposti a un intervento chirurgico per un tipo comune di frattura dell'anca, la rottura del collo del femore, e che avevano preso parte allo studio: “Faith (Fixation using Alternative Implants for the Treatment of Hip fractures)”. Gli autori hanno deciso di analizzare soltanto le condizioni dei pazienti che prima di subire l’infortunio conducevano una vita autonoma o comunque non avevano bisogno di assistenza per camminare.

 

L’indagine ha dimostrato che l’età influiva sulle possibilità di ripresa: a distanza di un anno dalla frattura dell'anca, la maggior parte dei partecipanti di età compresa tra 50 e 80 anni era in grado di vivere e camminare in modo autonomo. Gli over80 avevano buone possibilità di tornare a essere indipendenti, ma avevano anche maggiori probabilità di aver bisogno di qualche tipo di ausilio per la deambulazione. Nello specifico, ha dovuto ricorrere a uno di questi dispositivi il 69% degli ultraottantenni rispetto al 34% dei pazienti di età compresa tra 50 e 80 anni.

 

Gli studiosi hanno anche osservato che le probabilità di tornare a essere indipendenti e a camminare in modo autonomo erano più alte tra i soggetti che prima dell’infortunio avevano una buona forma fisica e non erano fumatori. Tutte queste informazioni, secondo gli esperti, potrebbero aiutare i medici a comprendere meglio quali fattori possano influenzare le possibilità di recuperare indipendenza e mobilità dopo l'intervento chirurgico, in modo da migliorare l’assistenza fornita ai pazienti.  

 

“L'identificazione dei fattori associati a vivere e camminare in modo indipendente dopo la frattura dell'anca – spiegano gli autori -, potrebbe aiutare la comunità ortopedica a identificare meglio i pazienti che corrono il rischio di perdere indipendenza e mobilità e, in sostanza, a ottimizzare l'assistenza alle persone che hanno subito questo infortunio”.

 

Foto: © Photographee.eu - Fotolia.com

di Nadia Comerci
Pubblicato il 26/03/2019