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09-04-2019

Parkinson, una chiave diagnostica dai disturbi del sonno



L’analisi dei disturbi del sonno potrebbe consentire di prevedere lo sviluppo della malattia di Parkinson. Lo rivela uno studio pubblicato su Brain da un gruppo di ricerca internazionale diretto da Ronald B. Postuma della McGill University di Montreal (Canada), secondo cui la scoperta potrebbe migliorare la selezione dei pazienti da sottoporre a sperimentazioni cliniche e aiutare i medici a individuare i soggetti che potrebbero beneficiare delle terapie preventive.


La ricerca è stata condotta su 1.280 persone affette da disturbo comportamentale in sonno Rem (Rem sleep behaviour disorder), che sono state seguite per 12 anni. Durante questo periodo, i volontari hanno eseguito diversi test diretti a misurare le loro capacità motorie, cognitive e sensoriali. Al termine, i ricercatori hanno osservato che il 73,5% dei pazienti ha sviluppato il Parkinson e che i partecipanti che avevano sperimentato problemi motori avevano probabilità tre volte maggiori di sviluppare la patologia o altre malattie correlate. Altri indicatori significativi del futuro sviluppo del Parkinson includevano la presenza di lievi compromissioni cognitive e olfattive.


“Abbiamo confermato che le persone con disturbo comportamentale in sonno Rem corrono un rischio molto elevato di sviluppare il Parkinson e abbiamo trovato diversi forti predittori di questa progressione -afferma il dottor Postuma -. Questi pazienti rappresentano i candidati ideali per gli studi sui trattamenti neuroprotettivi”.