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Dieta yo-yo, un pericolo per il cuore delle donne

La dieta yo-yo potrebbe mettere a rischio la salute cardiaca delle donne. Lo rivela uno studio presentato dagli scienziati statunitensi della Columbia University di New York durante la conferenza: “Epi|Lifestyle 2019 scientific sessions - Epidemiology and prevention | lifestyle and cardiometabolic health”, che si è tenuta dal 5 all’8 marzo a Houston (Usa) su iniziativa dell’American Heart Association. “Raggiungere un peso sano è generalmente raccomandato come un modo per mantenere il cuore in salute – sottolinea Brooke Aggarwal, che ha coordinato la ricerca -, ma non riacquistare peso è difficile e le fluttuazioni di peso potrebbero rendere più difficile avere una salute cardiovascolare ottimale”.

                                                

Per giungere a queste conclusioni, gli autori hanno coinvolto 485 donne che avevano un’età media di 37 anni e un indice medio di massa corporea pari a 26 (che indica sovrappeso). Alle partecipanti è stato chiesto quante volte - a parte durante le gravidanze - fossero dimagrite di almeno 10 chili, per poi riacquistare il peso perso entro un anno. Inoltre, sono stati monitorati per un periodo di cinque anni i sette fattori di salute cardiovascolare inseiriti dall’American Heart Association nel metodo “Life’s Simple 7”, che misura indice di massa corporea, colesterolo, pressione sanguigna, glicemia, fumo, attività fisica e dieta.

 

Al termine dell’indagine, è emerso che il 73% delle volontarie aveva sperimentato almeno un episodio di perdita e riacquisto di peso. Queste donne avevano l’82% di probabilità in meno di avere un indice di massa corporea ideale, ossia compreso tra 18,5 e 25. Inoltre, sulla base del metodo di valutazione “Life's Simple 7” avevano probabilità inferiori del 51% di essere giudicate  su un livello “moderato” e del 65% di essere considerate su un livello “ottimale”. Gli esperti precisano che più erano numerosi gli episodi di perdita e di riacquisto del peso, peggiori erano i punteggi ottenuti con il metodo “Life's Simple 7”, soprattutto tra le donne che non avevano mai avuto gravidanze.

 

“Le donne che non avevano avuto gravidanze erano probabilmente più giovani e potrebbero aver iniziato a sperimentare questi episodi in età precoce – spiega il dottor Aggarwal -. Speriamo di poter estendere la durata dello studio da cinque a dieci anni per confermare questi risultati e per valutare gli effetti nel lungo termine”.

 

Foto: © s_l - Fotolia.com

di Nadia Comerci
Pubblicato il 11/03/2019