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West Nile Virus, le misure per ridurre i rischi di infezione

Contenere la diffusione del West Nile Virus, il virus responsabile della febbre del Nilo occidentale. Il ministero della Salute ha messo a punto il Piano nazionale integrato di sorveglianza e risposta ai virus West Nile e Usutu (un altro agente patogeno ma meno diffuso del West Nile) per il 2019. Da maggio a novembre, infatti, l'attività delle zanzare si intensifica ed è più facile la trasmissione virale mediante le loro punture. Se nella maggior parte dei casi l'infezione ha un decorso senza sintomi, nei soggetti più deboli, ad esempio quelli immunocompromessi, possono manifestarsi febbre e dolori muscolo-articolari fino a sintomi neurologici anche letali.

Lo scorso anno la circolazione del virus è stata “ingente”, come riferiscono gli esperti del ministero, e in deciso aumento rispetto al passato tanto in Italia quanto in Europa centro-meridionale. In Italia sono stati segnalati ben 595 casi di cui 238 si sono manifestati nella forma neuro-invasiva. Solo un caso è stato importato mentre 237 episodi sono stati casi autoctoni, distribuiti in sei regioni: Veneto, Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte, Sardegna, Friuli-Venezia Giulia.

La circolazione del West Nile Virus è stata rilevata dalla sorveglianza veterinaria anche in zanzare, uccelli e cavalli in nove regioni: Emilia-Romagna, Veneto, Lombardia, Sardegna, Friuli-Venezia Giulia, Piemonte, Lazio, Basilicata e Puglia. Se le zanzare, in particolare quelle del tipo Culex, sono il vettore del virus, gli uccelli selvatici sono una sorta di serbatoio con l'effetto di amplificare la trasmissione virale.

Dove c'è acqua possono esserci zanzare

Il piano del ministero della Salute richiama l'applicazione di tutte le misure utili alla prevenzione, alla sorveglianza e al controllo dell'infezione da West Nile Virus. Queste misure hanno l'obiettivo di ridurre il rischio di diffusione e trasmissione del virus. Le zanzare che trasportano i microrganismi responsabili dell'infezione, sia in campagna che in città, sono attive principalmente nelle ore serali e notturne e durante il giorno si riparano in zone fresche, lontano dai raggi del sole. Acquitrini, risaie, cisterne, depuratori, vasche e fontane ornamentali, tombini, grondaie ma anche barattoli vuoti, sottovasi e contenitori senza coperchio, dove può raccogliersi provvisoriamente dell'acqua, sono i luoghi in cui è più facile che si concentri la presenza delle zanzare. Le autorità amministrative devono provvedere dunque alla manutenzione di parchi e giardini, alla pulizia delle aree abbandonate, a eliminare i rifiuti per evitare la presenza di contenitori, anche di piccole dimensioni, che possano raccogliere acqua.

Vestiti e repellenti per evitare le punture

L'attività di prevenzione non riguarda però solo i soggetti pubblici ma anche i privati. È bene, ad esempio, che tutti abbiano cura delle proprie piante svuotando l'acqua dai sottovasi che possono trasformarsi in un ricettacolo di zanzare. Le altre misure di prevenzione del morso delle zanzare sono l'utilizzo di repellenti cutanei; il ricorso a indumenti di colore chiaro come camicie a manica lunga o pantaloni se ci si trova all'aperto; se non si dispone di un impianto di condizionamento, l'impiego di zanzariere alle porte di ingresso o alle finestre ma anche di spray a base di piretro o altri insetticidi per uso domestico o diffusori elettrici di insetticidi avendo cura di areare bene i locali prima di soggiornarvi. 

Particolare attenzione va rivolta alla protezione delle categorie a rischio come gli anziani o i malati oncologici, i soggetti con ipertensione, diabete, malattie renali e quelli che hanno subito un trapianto.

 

Foto: Pixabay

di Vito Miraglia
Pubblicato il 10/04/2019