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Cena tardi e niente colazione, combinazione negativa per il cuore

Cenare tardi e saltare la colazione potrebbe mettere in pericolo il cuore delle persone che hanno subito un infarto. Lo sostiene una ricerca pubblicata sulla rivista European Journal of Preventive Cardiology dagli scienziati della São Paulo State University di San Paolo (Brasile), secondo cui chi ha queste due abitudini correrebbe un rischio quattro o cinque volte maggiore di perdere la vita o di essere colpito da un altro attacco cardiaco o da angina entro 30 giorni dalle dimissioni ospedaliere.

 

Lo studio ha coinvolto 113 pazienti che avevano un'età media di 60 anni e avevano subito una forma particolarmente grave di attacco cardiaco, chiamata infarto miocardico con sopraslivellamento del tratto St (Stemi). Il 73% dei partecipanti erano uomini, mentre il restante 27% donne. Al momento del ricovero nell’unità di terapia intensiva cardiologica, ai volontari è stato chiesto di descrivere le loro abitudini alimentari. In particolare, gli autori si sono concentrati su due comportamenti ritenuti non salutari: saltare la colazione – ossia non assumere cibi solidi prima di pranzo, almeno tre volte a settimana – e cenare tardi – consumare il pasto serale nelle due ore precedenti al momento di andare a dormire, almeno tre volte a settimana.

 

L’indagine ha evidenziato che il 58% dei pazienti saltava la colazione, il 51% cenava tardi e il 41% metteva in pratica entrambi i comportamenti. I ricercatori hanno osservato che i soggetti che avevano una delle due abitudini correvano maggiori rischi di andare incontro a esiti peggiori dopo l’attacco di cuore, ma la combinazione di entrambe risultava ancor più pericolosa: chi saltava la colazione e cenava tardi aveva probabilità più alte di quattro o cinque volte di non sopravvivere all’infarto, oppure di essere colpito da un altro attacco cardiaco o da angina entro 30 giorni dalle dimissioni dall’ospedale.

 

“La nostra ricerca dimostra che i due comportamenti alimentari sono collegati in modo indipendente con esiti peggiori dopo un attacco di cuore, ma avere più cattive abitudini non può che peggiorare la situazione – spiega Marcos Minicucci, che ha diretto lo studio -. Le persone che lavorano fino a tardi potrebbero essere più inclini a cenare a tarda notte e, quindi, a non avere fame al mattino. Un paziente su dieci con Stemi muore entro un anno, e l’alimentazione può essere un modo relativamente economico e semplice per migliorare la prognosi”.

 

Foto: © Dmytro Tolokonov - Fotolia.com

di Nadia Comerci
Pubblicato il 19/04/2019