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Aumenta consumo di alcol: nel 2030 berrà 50% della popolazione mondiale

Il consumo di alcol è in aumento in tutto il mondo. Lo rivela uno studio pubblicato sulla rivista Lancet dagli scienziati dell’Institute for Mental Health Policy Research di Toronto (Canada) e dell’Institute of Clinical Psychology and Psychotherapy di Dresda (Germania), secondo cui nel 2030 la metà della popolazione mondiale consumerà alcol e quasi un quarto (il 23%) ne assumerà quantità eccessive almeno una volta al mese.

 

L’indagine ha analizzato il consumo pro-capite di alcol in 189 paesi tra il 1990 e il 2017, utilizzando i dati raccolti dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e dallo studio Global Burden of Disease. Inoltre, ha esaminato i risultati dei sondaggi condotti nello stesso periodo in 149 paesi su non bevitori e bevitori correnti (che assumevano alcolici almeno una volta all'anno) e in 118 paesi su binge drinkers (che consumavano 60 grammi o più di alcol puro in una sola serata, una o più volte al mese). Al termine dell’analisi è emerso che il consumo pro-capite di alcol è aumentato tra gli adulti di tutto il mondo: è passato da 5,9 litri l'anno nel 1990 a 6,5 litri nel 2017. Secondo gli autori, dovrebbe crescere ulteriormente  ed entro il 2030 raggiungere i 7,6 litri. A loro avviso, l’incremento sarebbe dovuto all'aumento del tenore di vita nei paesi a basso e medio reddito. Tra il 2010  e il 2017 gli aumenti più significativi sono stati registrati in India e in Vietnam, mentre i cali maggiori si sono verificati in Azerbaigian, Russia, Regno Unito e Perù.

 

I ricercatori spiegano che, a causa dell'aumento del consumo di alcolici e della crescita della popolazione, il volume totale di alcol consumato a livello globale è aumentato del 70%, passando da 20.999 milioni di litri nel 1990 a 35.676 milioni di litri nel 2017. Se l'assunzione sta crescendo nei paesi a basso e medio reddito, il volume totale di alcol consumato nei paesi ad alto reddito è invece rimasto stabile. “Prima del 1990 la maggior parte dell'alcol veniva consumata nei paesi ad alto reddito, e i livelli più alti venivano registrati in Europa – osserva Jakob Manthey, che ha diretto lo studio -. Ma questo schema è cambiato in modo sostanziale: si sono verificate forti riduzioni all’interno dell'Europa orientale e ampi aumenti in diversi paesi a medio reddito come la Cina, l’India e il Vietnam. Questa tendenza dovrebbe continuare fino al 2030”.

 

Secondo gli studiosi, tra il 2010 e il 2017 il consumo di alcol è aumentato del 34% nel sud-est asiatico (passando da 3,5 a 4,7 litri l’anno), mentre in Europa è diminuito del 12% (passando da 11,2 a 9,8 litri l’anno), principalmente a causa delle diminuzioni registrate in Azerbaigian, Kirghizistan, Ucraina, Bielorussia e Russia. I livelli di assunzione sono invece rimasti simili negli stati africani, americani e nelle nazioni del Mediterraneo orientale. Nel Regno Unito il consumo è diminuito, passando da 12,3 litri nel 2010 a 11,4 litri nel 2017, mentre nello stesso periodo di tempo è leggermente aumentato negli Stati Uniti (passando da 9,3 a 9,8 litri l’anno) e in Cina (passando da 7,1 a 7,4 litri l’anno). In India è invece cresciuto del 38%, passando da 4,3 nel 2010 a 5,9 litri nel 2017.

 

A livello globale la prevalenza degli astemi è diminuita, passando dal 46% nel 1990 al 43% nel 2017, mentre la prevalenza dei consumatori abituali è aumentata, passando dal 45% nel 1990 al 47% nel 2017. È cresciuta anche la prevalenza dei binge drinkers, passata dal 18,5% nel 1990 al 20% nel 2017. Tuttavia, gli autori osservano che i cambiamenti riportati tra gli astemi e i binge drinkers non sono statisticamente significativi. Gli esperti stimano che queste tendenze proseguiranno e che entro il 2030 il 40% delle persone non berrà alcolici, il 50% li consumerà e il 23% ne assumerà dosi eccessive almeno una volta al mese. “Sulla base dei nostri dati, l'obiettivo dell'Oms di ridurre l'uso dannoso di alcol del 10% entro il 2025 non sarà raggiunto a livello globale – conclude il dottor Manthey -. Al contrario, l'uso di alcol rimarrà uno dei principali fattori di rischio per la salute nei prossimi anni, e probabilmente il suo impatto aumenterà rispetto ad altri fattori di rischio. L'implementazione di politiche di controllo del consumo di alcolici è quindi giustificata, specialmente nei paesi in rapido sviluppo con tassi crescenti di consumo di alcol”.

 

Foto: bridgesward - Pixabay

di Nadia Comerci
Pubblicato il 10/05/2019

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