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17-05-2019

Influenza, il migliore alleato è la bassa umidità



La bassa umidità potrebbe ridurre le difese immunitarie dell’organismo, favorendo l'azione dei virus influenzali. È quanto emerge da uno studio pubblicato su Pnas dai ricercatori della Yale University School of Medicine di New Haven (Usa), secondo cui questo spiegherebbe perché le persone hanno maggiori probabilità di ammalarsi d’influenza durante i mesi invernali.


Gli scienziati hanno esaminato le reazione di alcuni topi geneticamente modificati per resistere alle infezioni virali come fanno gli esseri umani. Gli animali sono stati posizionati in camere che avevano la stessa temperatura, ma livelli di umidità differenti: bassa o normale. Successivamente sono stati esposti al virus dell'influenza A. I ricercatori hanno scoperto che la bassa umidità aumentava significativamente le probabilità dei roditori di ammalarsi, perché ostacolava la loro risposta immunitaria in tre modi. Innanzitutto, impediva alle ciglia che ricoprono le vie aeree di rimuovere in modo corretto particelle virali e muco. In secondo luogo, diminuiva la capacità delle cellule delle vie respiratorie di riparare i danni causati dal virus nei polmoni. Infine, ostacolava un meccanismo di difesa immunitaria attraverso cui gli interferoni - proteine ​​rilasciate dalle cellule infette – avvertono le cellule vicine della minaccia virale.


Secondo gli autori, lo studio offre informazioni sul perché l'influenza sia più diffusa quando l'aria è secca. “È noto che quando l'umidità cala, si verifica un picco nell'incidenza d'influenza e mortalità – osserva Akiko Iwasaki, che ha coordinato la ricerca -. Se i nostri risultati valgono anche per gli esseri umani, lo studio fornisce una possibile spiegazione del meccanismo che si trova alla base della natura stagionale dell’influenza”.