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Alcol, in Italia oltre 11 milioni di persone bevono ogni giorno

Il consumo di alcol in Italia resta un’abitudine diffusa. Nel 2017 più di 35 milioni di persone hanno bevuto alcolici almeno una volta l’anno, più uomini che donne, mentre un numero superiore agli 11 milioni di individui l’ha fatto tutti i giorni. Rispetto all’anno precedente si è bevuto di più, soprattutto occasionalmente. Anche tra i giovani, dove si tende a bere in particolare fuori dai pasti: tra gli 11 e i 24 anni il consumo di alcol si conferma un fenomeno critico. Sono 700 mila i minorenni a rischio per malattie e problematiche associate al consumo di alcol, solo una parte degli oltre 8,6 milioni di individui che non hanno rispettato le indicazioni di salute pubblica e dunque identificati come consumatori a rischio. I dati sono contenuti nella relazione del ministero della Salute inviata al Parlamento sugli interventi realizzati nel 2018 in materia di alcol e problemi correlati.

Negli ultimi dieci anni consumatori in calo

Come riferisce l’Istat, nel 2017 il 65,4% degli italiani, con almeno 11 anni di età, ha consumato almeno una bevanda alcolica. Sono 35 milioni e 534 mila individui, poco più del 78% uomini e per il 53,5% donne. Di questi una persona su cinque (il 21,4%) ha bevuto quotidianamente. Il consumo generale di alcol è stati maggiore rispetto all’anno precedente, con una spinta data dal consumo occasionale, anche se nel decennio 2007-2017 il dato è in diminuzione.

Il numero dei consumatori a rischio è stato fornito dall’Istituto superiore di Sanità: otto milioni e 600 mila. Anche su questo fronte la prevalenza è maggiore tra gli uomini (6,1 milioni) che tra le donne (2,5 milioni). Le fasce più problematiche sono quelle tra i 16 e 17 anni e i cosiddetti giovani anziani, tra 65 e 75 anni. Sono rispettivamente 700 mila e 2,7 milioni i soggetti a maggior rischio di insorgenza di patologie e problematiche alcol-correlate.

Binge drinking ancora prevalente

Per un minorenne – ricorda il ministero della Salute – è sufficiente consumare un solo drink alcolico l’anno per presentare un comportamento a rischio. In Italia, infatti, è in vigore il divieto di somministrazione e vendita ai minori di 18 anni. Le statistiche nella fascia d’età 11-17 anni dovrebbero essere prossime allo zero e invece l’Istat indica che il 18,4% dei minorenni ha tenuto un comportamento a rischio. Nel 2017 il 51,5% dei ragazzi e il 45,6% delle ragazze fra gli 11 e i 24 anni ha consumato almeno una bevanda alcolica nel corso dell’anno.

A queste età, sin dagli 11 anni dunque, è molto frequente bere fuori dai pasti, almeno una volta a settimana. Particolarmente diffuso è un fenomeno assai rischioso come il il binge drinking, ovvero l’assunzione eccessiva di alcol in un lasso temporale molto contenuto: già a 16-17 anni si raggiungono livelli vicini al 7% e quasi equivalenti alla media della popolazione. Nel 2017 il binge drinking ha riguardato il 17% dei giovani tra i 18 ed i 24 anni di età. Alla luce di questi dati, si legge nella relazione, il consumo di alcol fra i giovani è ancora “una criticità che suggerisce di mantenere alta l’attenzione su questa fascia di popolazione”.

Al Nord si consuma più vino

Gli italiani continuano a preferire il vino. Bianchi e rossi sono sempre le bevande più consumate, più nelle regioni del Nord che al Sud (48,1%), a seguire birra (27,1%), superalcolici (10,3%), aperitivi, amari e digestivi (5,5%).

Alcol e sicurezza stradale

Il consumo di alcol è uno dei principali fattori di rischio di malattie e mortalità modificabili. È causa di più di 200 patologie, dai tumori alle malattie del metabolismo alla malattie cardio-cerebrovascolari. Nel 2015 (ultimo anno con i dati disponibili) i decessi in età superiori ai 15 anni per patologie del tutto correlate al consumo di alcolici sono stati 1.240, in otto casi su dieci negli uomini. Le due patologie più letali sono le epatopatie alcoliche e le sindromi psicotiche indotte da alcol. Ma le conseguenze negative del consumo di alcol sono molteplici e comprendono anche gli incidenti stradali causati da almeno un conducente in stato di ebrezza: 4575 nel 2017, poco meno dell’8% del totale rilevato da Polizia e Carabinieri.

 

Fonte: Pixabay

di Vito Miraglia
Pubblicato il 15/05/2019

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