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Demenza, Oms: con uno stile di vita salutare scende il rischio

Tutto quello che si può fare per mantenere uno stile di vita sano aiuta a contenere il rischio di demenza: “Quanto è buono per il nostro cuore lo è anche per il nostro cervello”, è la sintesi di Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Oms, l’Organizzazione mondiale della Sanità, che ha diffuso le nuove linee guida sulle azioni da intraprendere per affrontare la demenza, uno dei principali problemi di salute pubblica globale che riguarda circa 50 milioni di persone nel mondo. Attività fisica regolare, niente fumo, peso forma, dieta bilanciata sono alcuni dei presìdi contro il rischio di demenza.

Oltre 150 milioni di pazienti fra trent'anni

La demenza è una patologia caratterizzata da un certo grado di deterioramento delle funzioni cognitive, in una misura che eccede quanto può comportare il normale invecchiamento. Possono essere compromesse la memoria, il pensiero, la capacità di orientamento, di comprensione e calcolo, il linguaggio e l’abilità di apprendimento. Sono diverse le patologie che possono causare la demenza, ad esempio l’ictus cerebrale, anche se la principale resta la malattia di Alzheimer.

Tra gli anziani la demenza è la prima causa di disabilità e di perdita dello stato di autosufficienza. Ogni anno sono circa 10 milioni i nuovi casi e le stime per i decenni a venire non sono confortanti. Le stime dell’Oms parlano di 82 milioni di casi nel mondo entro il 2030 e ben 152 nel 2050. L’impatto della patologia è calcolato anche in termini economici, con gli ingenti costi per la sanità stimati in circa duemila miliardi di dollari l’anno sempre nel 2030. Senza dimenticare le implicazioni nella vita privata di chi si occupa dell’assistenza di un familiare affetto da demenza.

“Nei prossimi trent’anni – ricorda il direttore generale dell’Oms – ci si aspetta che il numero di persone con demenza triplichi. È necessario agire per ridurre il nostro rischio”. Le linee guida dell’agenzia dell’Onu sono proprio uno strumento per aiutare i professionisti del settore sanitario a indirizzare sulla strada giusta i propri pazienti, ma non solo. Le raccomandazioni sono anche una risorsa utile per i decisori politici, per la definizione dei servizi di diagnosi e cura e per la ricerca e l’innovazione, e la pianificazione di politiche che incoraggino l’adozione di uno stile di vita sano.

Niente supplementi di vitamine

L’attività fisica, intesa come qualsiasi forma di movimento, dai lavori domestici agli spostamenti a piedi o in bicicletta per andare a lavoro fino allo sport, è uno dei pilastri di uno stile di vita salutare. Dopo i 65 anni, ma anche prima, durante l’età adulta, è bene dedicare a questa attività, a intensità almeno moderata, almeno 150 minuti a settimana, o 75 minuti se l’intensità è maggiore. Benefici aggiuntivi derivano aumentando la ‘dose’ di attività fisica.

Mantenendosi fisicamente attivi, ma anche grazie a un’alimentazione equilibrata, è possibile controllare meglio il proprio peso corporeo, evitando obesità e sovrappeso, e valori pressori, di colesterolo e di glicemia nella norma. Per la dieta, nelle nuove linee guida si raccomanda un regime alimentare simile alla Dieta mediterranea, che può aiutare a ridurre il rischio di declino cognitivo e demenza. Inoltre si sottolinea come i supplementi con vitamine B ed E e con acidi grassi polinsaturi non dovrebbero essere suggeriti per la riduzione di tale rischio.

In ogni caso una dieta sana – ricordano gli esperti – è tale se: prevede il consumo di frutta e verdura (almeno 400 grammi al giorno), legumi, cereali integrali, frutta secca; se ai grassi saturi vengono preferiti quelli insaturi (contenuti in pesce, avocado, olio d’oliva, per esempio) e se vengono evitati quelli trans; con pochi zuccheri, i cosiddetti free sugar, ovvero quelli aggiunti a cibi e bevande dall’industria alimentare, o presenti naturalmente in miele, succhi di frutta e sciroppi; se il sale è meno di 5 gr al giorno, pari a un cucchiaino da tè.

Smettere di fumare, o non cominciare affatto, è un’altro imperativo per assicurarsi maggiori probabilità di godere di buona salute in terza età. Infine, è meglio evitare un apporto pericoloso di bevande alcoliche. L’Oms raccomanda pertanto di eseguire interventi che puntino a ridurre il consumo rischioso di alcol negli adulti in salute o con lieve declino cognitivo.

 

Foto: Pixabay

di Vito Miraglia
Pubblicato il 21/05/2019