Logo salute24

Malocclusione dentale, quando è meglio intervenire?

Una bocca in salute non si ottiene solo con la prevenzione, l’igiene orale e le regolari visite dal dentista. A volte è necessario anche l’intervento di un altra figura professionale, l’ortodontista. Quando la masticazione è scomposta, quando si stringono e si digrignano i denti di notte, quando le arcate dentali non sono ben allineate e c’è malocclusione, e uno o più elementi dentali o le ossa della mascella non sono nella posizione giusta, è utile rivolgersi allo specialista in ortodonzia. I difetti si possono correggere a qualsiasi età ma se si interviene precocemente è meglio. Pertanto, quando è bene bussare alla porta dell’ortodontista?

Trattamenti anche in età adulta

Spesso le mamme e i papà aspettano che l’eruzione dentaria dei denti permanenti sia completa e che dunque tutti i denti da latte siano caduti, un processo che si completa verso i 12-13 anni, per portare i bambini dall’ortodontista. Asio, l’Associazione specialisti italiani in Ortodonzia, raccomanda invece di anticipare questa visita ai 4-7 anni per evitare che, con la crescita, i problemi si facciano più seri. In alcuni casi è infatti possibile intervenire prococemente con una terapia intercettiva. Ad esempio quando si nota una deviazione della crescita fisiologica dei denti per via di abitudini scorrette, dall’uso del ciuccio alla suzione del pollice; quando alcune funzioni come la respirazione, la fonazione o la deglutizione sono alterate (e in questo caso è prezioso il coinvolgimento di altre figure professionali come il logopedista e il pediatra).

E, ancora, quando si notano delle alterazioni nell’eruzione dei denti, quando le due arcate non sono allineate, quando sono evidenti particolari malocclusioni come il progenismo, ovvero l’eccessiva crescita della mandibola che è spostata in avanti, o i morsi crociati, tra le malocclusioni più frequenti tra i bambini, con l’arcata superiore che si trova all’interno di quella inferiore e non viceversa.

L’intervento tempestivo è sicuramente più efficace. I problemi ortodontici possono essere corretti anche con la crescita ma se “intercettati precocemente permettono maggiori scelte terapeutiche”, spiega il presidente dell’associazione Cesare Luzi. “L’età più indicata è quella a cavallo tra infanzia e adolescenza" ma è "anche vero che non ci sono limiti per iniziare una cura ortodontica. Con l’avanzare dell’età, infatti, le possibilità terapeutiche si riducono e non è più possibile sfruttare la crescita ossea” tuttavia “l’ortodonzia in età adulta è comunque in grado di dare buoni risultati consentendo di recuperare alcuni problemi che possono portare a disfunzionalità e problematiche estetiche”, aggiunge lo specialista.

Apparecchi e ortodonzia invisibile

Uno degli strumenti utilizzati per la correzione dei problemi ortodontici, e quindi per avere una bocca sana, è l’apparecchio ai denti. Sulla scelta fra apparecchio fisso e mobile pesano dei “fattori anche estetici, soprattutto in età adulta”, ricorda Luzi, ma è sempre lo specialista a indicare al paziente quello più adatto. Il fisso è quello tradizionale metallico, anche se sono disponibili modelli trasparenti, quello mobile, invece, rimovibile dal paziente, viene usato spesso per correggere alcune abitudini sbagliate acquisite durante l’infanzia, come stimolatore di crescita o come dispositivo di contenzione dopo l’ortodonzia. Infine, e solo per certe problematiche, lo specialista può indicare il ricorso all’ortodonzia invisibile, con apparecchiature fisse interne, montate sulla faccia interna dei denti, e con delle mascherine trasparenti, gli allineatori dentali, su misura e poco evidenti.

 

Foto: Pixabay

di Vito Miraglia
Pubblicato il 23/05/2019

potrebbe interessarti anche: