Logo salute24

Giornata senza tabacco, fra 13 e 15 anni fuma un ragazzo su cinque

Il fumo è un’abitudine difficile da spegnere. I giovani e i giovanissimi continuano a fumare e lo fanno in età sempre più precoci. La prima sigaretta arriva anche a dieci anni e le sigarette elettroniche, ormai molto diffuse tra ragazzi e ragazze, non hanno contribuito ad arginare il fenomeno. Come ogni anno il 31 maggio è un’occasione utile per riflettere su questa dipendenza, uno dei principali fattori di rischio di malattie e mortalità. In quel giorno si tiene infatti il World No Tobacco Day, la Giornata mondiale senza tabacco, coordinata dall’Organizzazione mondiale della Sanità.

Alla ricorrenza partecipa anche la Lilt, la Lega italiana per la Lotta contro i tumori, che si rivolge proprio ai ragazzi e alle ragazze per una raccolta collettiva di mozziconi di sigaretta che invadono strade e aree verdi. Un’ulteriore prova tangibile dei danni del fumo di sigaretta, un prodotto inquinante da rimuovere per avanzare verso un mondo senza tabacco.

Danni a polmoni e altri organi

L’attrazione del fumo di sigaretta nei minori resiste. Come sapere la Lilt si comincia a fumare fra i dieci e i tredici anni. La percentuale di fumatori in età adolescenziale è elevata, ben il 20% fra i tredici e i quindici anni. E sempre tra i teenager si è notevolmente consolidato l’uso delle sigarette elettroniche, preferite più dai ragazzi che dalle ragazze (22% contro 13%), senza peraltro aver limitato la diffusione di quelle tradizionali.

Il focus dell’edizione di quest’anno della Giornata mondiale senza Tabacco è l’impatto del fumo di sigaretta sulla salute dei polmoni. Gli effetti sull’apparato respiratorio del tabagismo sono deleteri: il fumo è fattore di rischio della broncopneumopatologia cronico-ostruttiva, della tubercolosi e naturalmente del tumore ai polmoni. Ma la pericolosità del fumo non si misura solo sulle vie aeree: sono diverse le patologie correlate, come quelle cardio-cerebrovascolari, dall’ictus all’infarto del miocardio, o neoplasie come il tumore alla vescica, all’esofago, al pancreas e al distretto testa-collo; il fumo può inoltre favorire lo sviluppo della disfunzione erettile e compromettere la fertilità. Per non parlare dei danni a carico di pelle, denti e ossa.

Salute e ambiente

Uno dei problemi evidenziati dalla Lilt è la faciltà di accesso alle sigarette. Nonostante le norme anti-tabacco, il 76% dei giovanissimi ha affermato di non aver ricevuto il rifiuto di vendita per minore. Inoltre le scuole restano un luogo in cui gli studenti continuano a fumare e non un ambiente 'smoke-free' sebbene negli ultimi anni, tra il 2010 e il 2018, siano diminuiti dal 56% al 29% i ragazzi fumatori e dal 44% al 14% gli insegnanti fumatori.

L’iniziativa della Lilt, in collaborazione con il ministero dell’Istruzione e l’Anci, coinvolge proprio il mondo scolastico per la raccolta straordinaria di mozziconi sul territorio. Un altro aspetto rilevante della questione è infatti quello ambientale, con il contributo dato dal fumo all’inquinamento domestico (e il conseguente impatto come fumo passivo) e con la massiccia presenza dei mozziconi, tra i rifiuti più diffusi nel suolo e nel mare.

“Lo stile di vita sano, da solo, non basta: anche le condizioni ambientali, il contesto in cui si vive, hanno un peso per il nostro benessere”, ricorda il presidente della Lilt Francesco Schittulli. “Ricordiamoci che l’insorgenza del cancro dipende anche dal tipo di aria che respiriamo, così come dalla qualità del suolo dove, ad esempio, si coltiva il cibo che mangiamo. Eppure i dati parlano chiaro: i fumatori sono in aumento e ciò che preoccupa di più è che si tratta di giovani, in particolare ragazze”, conclude Schittulli.

 

Foto: Pixabay

di Vito Miraglia
Pubblicato il 31/05/2019