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24-05-2019

Proteine del sangue identificano insufficienza cardiaca



La rilevazione dei livelli ematici di due proteine ​​potrebbe consentire di prevedere il rischio d’insufficienza cardiaca. È quanto emerge da uno studio pubblicato su Circulation dai ricercatori del Baylor College of Medicine di Houston (Usa), che per giungere a queste conclusioni hanno analizzato i dati di 8.121 persone di età compresa tra 54 e 74 anni.


L’indagine ha evidenziato che l'aumento dei livelli di una proteina chiamata troponina I nel sangue era associato a disturbi cardiaci, in particolare a infarto, cardiopatia ischemica fatale, ictus, ricovero ospedaliero per insufficienza cardiaca e morte. Dopo averlo scoperto, gli autori hanno inserito la troponina I nel “Pooled Cohort Equation”, un modello di calcolo del rischio usato comunemente. Hanno così osservato un miglioramento modesto ma statisticamente significativo nella previsione dei pericoli per il sistema cardiovascolare, soprattutto in relazione allo sviluppo dell’insufficienza cardiaca.


Successivamente, gli studiosi hanno scoperto che l’analisi di un'altra proteina, chiamata troponina T, potrebbe fornire ulteriori informazioni. Hanno, infatti, rilevato che i partecipanti che avevano alti livelli di entrambi i parametri (troponina I e troponina T) correvano un rischio maggiore di morte e di essere colpiti da malattie ed eventi cardiovascolari, rispetto ai soggetti che presentavano dosi elevate di una sola delle due proteine.

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