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Resistenza, l’estratto di mirtilli rossi per potenziare gli antibiotici

I mirtilli rossi in soccorso degli antibiotici. Una molecola contenuta nell’estratto di questi frutti è in grado di rafforzare l’azione di questi farmaci contro i batteri patogeni e quindi potrebbe contribuire a ostacolare la diffusione della resistenza agli antibiotici. È quanto hanno ossevato dei ricercatori della McGill University e dell’Institut national de la recherche scientifique di Montreal (Canada) in uno studio pubblicato su Advanced Science.

“Generalmente quando in laboratorio trattiamo i batteri con un antibiotico, questi diventano, nel tempo, resistenti. Trattandoli invece simultaneamente con l’antibiotico e l’estratto di mirtilli rossi, la resistenza non si sviluppava”, spiega l’autore principale della ricerca Nathalie Tufenkji che saluta le conclusioni dello studio come “un’importante opportunità”.

Una minaccia per la salute di tutti

La resistenza agli antibiotici è emersa negli ultimi decenni come un gravissimo problema per la sanità pubblica mondiale. I batteri diventano tolleranti all’azione del farmaco che diventa così inefficace. Ad alimentare questo fenomeno sono stati l’abuso e l’uso scorretto di questi farmaci tanto nella medicina quanto nell’agricoltura e nella zootecnia. Molte infezioni ospedaliere sono causate da microrganismi patogeni che colonizzano le superfici nelle strutture sanitarie o le apparecchiature mediche e che hanno sviluppato resistenza.

Le conseguenze di questo problema sono devastanti, certamente in termini di mortalità – da qui al 2050 potrebbe causare più morti del cancro – ma anche di costi per la sanità. È necessario dunque correre ai ripari anche cercando di migliorare l’efficacia degli antibiotici oggi disponibili, ricordano gli autori dello studio.

Merito di alcuni tannini

I ricercatori hanno approfondito le proprietà del mirtillo rosso, un frutto finito diverse volte all’attenzione degli scienziati per i presunti benefici contro le infezioni urinarie. Alcune molecole contenute in questo prodotto sarebbero infatti in grado di ostacolare l’adesione dei batteri alle superfici cellulari e di compromettere la mobilità batterica.

I batteri selezionati per lo studio erano quelli responsabili, oltre che delle infezioni urinarie, anche della polmonite e della gastroenterite (Proteus mirabilis, Pseudomonas aeruginosa, Escherichia coli). Con il trattamento combinato di antibiotici ed estratto di mirtilli, i batteri diventavano più sensibili a dosi più basse dei farmaci. Ma c’era di più. I batteri non sviluppano resistenza agli antibiotici. L’estratto aumentava la sensibilità batterica in due modi: rendeva le cellule batteriche più permeabili all’antibiotico e interferiva con il meccanismo usato dai batteri per eliminare il farmaco. Di conseguenza questo penetrava più facilmente e i batteri avevano maggiori difficoltà a sbarazzarsene.

Le molecole chiave erano dei tannini, le proantocianidine: “Ci sono diversi tipi di queste molecole che possono lavorare insieme per ottenere questo risultato. C’è bisogno di più ricerca per determinare quali sono quelle più attive in sinergia con gli antibiotici”, aggiunge un altro ricercatore, Éric Déziel.

In una seconda fase dello studio i ricercatori hanno confermato l’azione combinata di antibiotici ed estratto di mirtilli anche su degli insetti infetti. Se i risultati dovessereo essere confermati in altri modelli animali, determinate classi di antibiotici soggette ad alti livelli di resistenza potrebbero diventare nuovamente utili grazie al contributo dell’estratto di mirtillo rosso, concludono i ricercatori.

 

Foto: Pixabay

di Vito Miraglia
Pubblicato il 17/06/2019