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03-06-2019

Pazienti cardiopatici, l'importanza di un intestino in salute



Le persone affette da insufficienza cardiaca potrebbero trovare giovamento da una dieta ricca di fibre: mantenere l’intestino in salute potrebbe, infatti, ridurre il rischio di morte o la necessità di un trapianto di cuore. È quanto emerge da uno studio presentato dai ricercatori norvegesi dell’Oslo University Hospital durante “Heart Failure 2019”, il congresso scientifico della European Society of Cardiology, che si è tenuto dal 25 al 28 maggio ad Atene (Grecia).


Lo studio ha confrontato la composizione del microbiota intestinale di 84 pazienti affetti da insufficienza cardiaca cronica e 266 persone sane. Dall’analisi è emerso che i soggetti cardiopatici avevano una flora intestinale meno varia rispetto ai partecipanti sani. In particolare, presentavano un rapporto inferiore di batteri Firmicutes e Bacteroidetes, soprattutto se la causa dell’insufficienza cardiaca era non ischemica.


L’indagine ha anche evidenziato che l'assunzione di fibre era associata positivamente a una maggiore varietà nella composizione del microbiota e a una presenza più elevata di batteri Firmicutes. Questo, a sua volta, si traduceva in migliori condizioni di salute e in una riduzione del rischio di morte e della necessità di subire un trapianto di cuore. “I nostri risultati suggeriscono che la composizione alterata del microbiota riscontrata nei pazienti con insufficienza cardiaca cronica potrebbe essere collegata a un basso apporto di fibre – spiega Cristiane Mayerhofer, che ha diretto la ricerca -. Se questi risultati verranno confermati, sarebbe consigliabile scegliere cibi ricchi di fibre come cereali, frutta e verdura per stimolare una flora intestinale sana”.