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Mirtilli, ogni giorno per la salute del cuore

Una ciotola di mirtilli, ogni giorno, fa bene al cuore. Un gruppo di ricercatori della University of East Anglia di Norwich (Regno Unito), in collaborazione con altri centri di ricerca inglesi, ha visto che con un consumo quotidiano di 150 grammi di mirtilli il rischio di malattia cardiovascolare si riduceva del 15%. La prevenzione si colora di blu grazie all’apporto di questo prezioso, saporito frutto di bosco e il merito probabilmente dev’essere attribuito proprio a quelle sostanze antiossidanti che conferiscono alle bacche le caratteristiche tonalità scure.

Gli effetti sono stati rilevati sull’apparato circolatorio, con “significativi miglioramenti della funzione vascolare e della rigidità delle arterie, sufficienti per ridurre il rischio di malattia cardiovascolare tra il 12 e 15%”, sottolinea Peter Curtis, fra gli autori dello studio.

Sindrome metabolica e rischio cardiovascolare

I ricercatori si sono concentrati sulla sindrome metabolica, una condizione molto diffusa nel mondo occidentale dove interessa una persona adulta su tre. La sindrome è fattore di rischio di diabete di tipo 2 e malattia (e mortalità) cardiovascolare e si configura con la compresenza di almeno tre fra questi cinque criteri: ipertensione, iperglicemia, obesità addominale (ovvero eccesso di grasso al girovita), alti livelli di trigliceridi e bassi livelli di colesterolo HDL, quello ‘buono’.

“Avere la sindrome metabolica aumenta significativamente il rischio di insorgenza di malattia cardiaca, ictus e diabete e spesso vengono prescritte le statine e altri farmaci per aiutare a controllare questo rischio”, ricorda un altro autore dello studio pubblicato su American journal of Clinical nutrition, Aedin Cassidy. “È ampiamente riconosciuto – continua l’esperto – che le variazioni dello stile di vita, incluse semplici scelte alimentari, possono aiutare”.

L’insulino-resistenza è considerata un elemento centrale per lo sviluppo della sindrome, ma anche la funzione vascolare compromessa e i livelli di lipidi fuori misura rivestono un ruolo centrale nell’insorgenza della condizione e anche nel suo peggioramento. “Studi precedenti – ricorda Cassidy – hanno indicato che le persone che regolarmente mangiano mirtilli hanno un rischio ridotto di sviluppare condizioni tra cui il diabete di tipo 2 e la malattia cardiovascolare. Questo può essere dovuto al fatto che i mirtilli sono ricchi di sostanze naturali chiamate antocianine che sono i flavonoidi responsabili della colorazione rossa e blu nella frutta. Volevamo scoprire se mangiare mirtilli potesse aiutare le persone che sono già state individuate come soggetti a rischio di sviluppare queste condizioni”.

Migliora la concentrazione di colesterolo ‘buono’

Allo studio hanno partecipato 138 soggetti obesi o sovrappeso tra 50 e 75 anni di età con la sindrome metabolica. Lo studio è durato sei mesi. I partecipanti sono stati divisi in tre gruppi: a uno è stato chiesto di  consumare 150 grammi, una ciotola, una porzione di mirtilli; a un altro la metà, dunque 75 grammi; al terzo gruppo è stato invece assegnato un placebo.

Al termine dell’analisi, nei partecipanti inclusi nel primo gruppo, sono stati osservati dei miglioramenti clinicamente rilevanti nella funzione endoteliale, nella rigidità delle arterie, nella concentrazione di colesterolo HDL, soprattutto nei soggetti che non prendevano le statine. L’apporto di mirtilli non aveva sortito invece nessun effetto sull’insulino-resistenza. Inoltre miglioravano dei marcatori della funzione vascolare e del profilo lipidico.

“Il messaggio, semplice e alla portata, è di consumare una coppa di mirtilli al giorno per migliorare la salute cardiovascolare. Inaspettatamente – conclude Curtis – non abbiamo notato benefici dalla mezza porzione di mirtilli. È possibile che apporti maggiori quotidiani siano necessari per dare benefici alla salute cardiovascolare negli obesi, soggetti a rischio, rispetto alla popolazione generale”.

 

Foto: Pixabay

di Vito Miraglia
Pubblicato il 05/06/2019