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Caffeina, gli effetti sulle arterie ancora al centro del dibattito

La salute delle arterie non sembra essere a rischio anche a fronte di un forte consumo di caffè. A differenza di quanto suggerito da studi precedenti, secondo una ricerca della Queen Mary University di Londra (Regno Unito) bere molto caffè non si associa a una maggiore rigidità delle arterie, un indicatore del rischio cardiovascolare. Anche fino a 25 tazze al giorno il sistema circolatorio non subisce ripercussioni, ha visto il team di scienziati.

Caffeina e arterie, tema dibattuto

Le arterie sono i vasi sanguigni di diverso calibro che trasportano il sangue dal centro alla periferia, ovvero dal cuore al resto del corpo. Il sangue che scorre nelle arterie è ricco di ossigeno e nutrienti. L’irrigidimento arterioso, con la perdita di elasticità dei vasi, determina un aumento del carico sul cuore e un aumento del rischio cardiovascolare, di malattie come l’infarto e l’ictus. Oltre all’età, l’ipertensione è il principale elemento che fa diventare le arterie più rigide.

Gli effetti del consumo di caffè sulla salute delle arterie sono stati al centro di diverse ricerche. Gli autori dello studio, presentato all’ultimo convegno della British Cardiovascular Society e pubblicato sulla rivista Heart, sottolineano inoltre come in molti casi le indagini siano state condotte su campioni molto ristretti di individui. Uno studio pubblicato nel 2001 su Hypertension aveva ad esempio indicato un maggiore irrigidimento arterioso in sette soggetti sani dopo il consumo di caffeina. Nel 2003 uno studio apparso su Journal of Hypertension aveva coinvolto venti individui che abitualmente bevevano caffè somministrando sempre caffeina e notando anche qui un aumento della rigidità delle arterie.

Uno studio del 2018 su Mayo Proceedings esordisce nel titolo con un dilemma amletico: “Effetti della caffeina sulla rigidità arteriosa: bere o non bere?” e ricorda che le conseguenze della sua assunzione sulle pareti dei vasi sanguigni e sulla pressione arteriosa devono essere ancora pienamente chiariti anche perché sono emersi degli effetti favorevoli del caffè sul sistema cardiovascolare.

Nessuna differenza con meno di una e fino a 25 tazze di caffè

Steffen Petersen e altri ricercatori hanno analizzato i dati di 8.412 persone nel Regno Unito non affette da malattie cardiovascolari. Il consumo di caffè è stato autoriferito dai partecipanti, tutti sottoposti a esami strumentali tra cui l’imaging a risonanza magnetica cardiaco. La popolazione coinvolta è stata distinta in tre gruppi in base al consumo di caffè: fino a una tazza al giorno; fra una e tre tazze al giorno; più di tre tazze. Tendenzialmente chi beveva caffè, in quantità moderate o anche più intensamente, era di sesso maschile, fumava e assumeva bevande alcoliche.

I ricercatori hanno tenuto conto di tutti gli altri fattori che possono contribuire alla rigidità delle arterie come età, fumo, dieta, ipertensione. Al termine dell’analisi non è emersa alcuna associazione tra l’irrigidimento delle arterie e il consumo di caffè fino a 25 tazze al giorno (chi ne beveva di più era stato escluso). Non c’era alcuna differenza riguardo all'impatto della bevanda sui vasi sanguigni rispetto a chi rientrava nel primo gruppo.

 

Foto: Pixabay

di Vito Miraglia
Pubblicato il 20/06/2019