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06-06-2019

Antibiotici, la nuova frontiera proviene dal microbioma



La sostanza prodotta da un batterio presente nelle cavità nasali potrebbe consentire lo sviluppo di una nuova classe di antibiotici, efficaci contro i patogeni multiresistenti. È quanto emerge da uno studio pubblicato su Angewandte Chemie dai ricercatori dell’Università di Tubinga (Germania), che in precedenza avevano scoperto che una sostanza, chiamata lugdunina, prodotta dai batteri Staphylococcus lugdunensis - che vivono nelle mucose del naso -, avrebbe la capacità d'inibire la crescita del batterio Staphylococcus aureus, resistente alla meticillina e responsabile di molte infezioni ospedaliere.


Nel corso dello studio, gli autori hanno scoperto che la lugdunina è in grado d’impedire al batterio S. aureus di ottenere l’energia di cui necessita per vivere e, di conseguenza, ne provoca la morte. Per identificare i meccanismi responsabili dell'effetto antibiotico della lugdunina, gli studiosi hanno sintetizzato numerosi derivati ​​della sostanza, modificando gradualmente parti della struttura chimica e determinando l'attività antibiotica in ogni fase. Sono così riusciti a identificare gli elementi chimici strutturali responsabili dei suoi effetti, che ostacolano l’apporto di energia agli agenti patogeni, causandone il decesso. Grazie a questa scoperta, i ricercatori sperano di riuscire a sviluppare una nuova classe di antibiotici, che risultino efficaci e sicuri per il trattamento degli agenti patogeni multiresistenti.