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Le cellule più vecchie del corpo? Sono nel fegato, nel pancreas e nel cervello

I neuroni non sono le uniche cellule longeve dell’organismo. Nel pancreas, nel fegato e nel cervello sono infatti presenti cellule capaci di vivere molto a lungo, addirittura quanto lo stesso corpo in cui risiedono. Lo rivela uno studio pubblicato sulla rivista Cell Metabolism dagli scienziati statunitensi del Salk Institute for Biological Studies di La Jolla e dell’Università della California di San Diego coordinati da Martin W. Hetzer, che afferma: “Siamo rimasti molto sorpresi di scoprire strutture cellulari che hanno la stessa età dell'organismo in cui si trovano. Questo suggerisce che la complessità delle cellule è maggiore di quanto avessimo immaginato, e ha affascinanti implicazioni per il modo in cui pensiamo che invecchino organi come il cervello, il cuore e il pancreas”.

 

Sapendo che nel corso della vita la maggior parte dei neuroni non vengono sostituiti, i ricercatori li hanno utilizzati come base di riferimento per analizzare altre cellule che non si replicano. Hanno quindi usato una sofisticata tecnica di imaging ibrido, chiamata Mims-Em, per visualizzare e quantificare l'età e il ricambio delle cellule e delle proteine presenti ​​ nel cervello, nel pancreas e nel fegato di alcuni topi giovani e di esemplari più anziani. Innanzitutto, gli scienziati hanno determinato l'età dei neuroni e, come sospettavano, hanno scoperto che avevano la stessa età dell'organismo. In secondo luogo, hanno rilevato che anche le cellule endoteliali, che rivestono i vasi sanguigni, erano “coetanee” dei neuroni. Questo li ha indotti a concludere che oltre a quelle neuronali anche altre cellule non si replicano e non vengono sostituite nel corso della vita.

 

Successivamente, gli autori hanno osservato che all’interno del pancreas le isole di Langerhans erano costituite da cellule giovani e da cellule anziane interconnesse. Alcune cellule beta - che rilasciano l'insulina – continuavano a replicarsi e rinnovarsi, per cui erano relativamente giovani, mentre altre non si dividevano e risultavano longeve quanto i neuroni. Anche le cellule delta non si replicavano. Nel fegato gli studiosi hanno fatto una scoperta simile: la stragrande maggioranza delle cellule epatiche presenti nei topi adulti sani aveva la stessa età degli animali, mentre le cellule che ricoprono i vasi sanguigni e le cellule epatiche che hanno una forma simile a quella delle stelle risultavano molto più giovani. La scoperta di queste differenze, secondo gli esperti, potrebbe favorire l’individuazione di nuovi percorsi di ricerca rigenerativa.

 

Gli autori spiegano che i metodi utilizzati nello studio potrebbero essere applicati a quasi tutti i tessuti del corpo, consentendo di ottenere informazioni sulle funzioni delle cellule che vivono a lungo e sulla perdita di queste capacità durante l'invecchiamento. “Determinare l'età delle cellule e delle strutture subcellulari negli organismi adulti fornirà nuove conoscenze sui meccanismi di mantenimento e riparazione delle cellule, e sull'impatto dei cambiamenti che si accumulano durante l'età adulta sulla salute e sullo sviluppo delle malattie – conclude il dottor Hetzer -. L'obiettivo finale è quello di utilizzare questi meccanismi per prevenire o ritardare il declino correlato all'età degli organi caratterizzato da un limitato rinnovo cellulare”.

 

Foto: Arek Socha - Pixabay

di Nadia Comerci
Pubblicato il 10/06/2019

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