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Bevande zuccherate, il consumo medio mondiale è un quarto di litro

Nel mondo il consumo di bevande è vario, cambia da regione a regione. Ad esempio le bevande zuccherate sono molto apprezzate in America centro-meridionale mentre il latte finisce molto di frequente sulle tavole di svedesi e islandesi. A tracciare le tendenze dei consumi di bibite è stato un gruppo di ricercatori guidato da Laura Lara-Castor della Tufts University di Boston (Stati Uniti): “Questi dati preliminari derivano dal progetto del Global Dietary Database e possono contribuire a ispirare nuove modalità di nutrizione nel tempo, a caratterizzare l’impatto di queste bevande sulla salute globale e a dar forma alle politiche alimentari per migliorare la dieta e la salute”, spiega la ricercatrice. Lo studio è stato presentato all’ultimo meeting dell’American Society for Nutrition a Baltimora.

Sotto accusa zuccheri e calorie ‘vuote’

Le bevande, con il loro apporto di calorie e di nutrienti, sono parte integrante delle diete di ognuno. Con il cambio di latitudine cambiano però le abitudini di consumo come indicano i dati contenuti nello studio e relativi al 2015. I ricercatori hanno analizzato più di 1100 rilevazioni statistiche che rappresentavano 6,78 miliardi di persone da 185 Paesi nel mondo, assieme ad altre informazioni come ad esempio quelle sulla disponibilità delle diverse bevande. Tra le bibite considerate ci sono quelle zuccherate, il latte, i succhi di frutta.

“L’apporto di bevande zuccherate e di succhi di frutta – ricorda Lara-Castor – è più alto in America latina dove sia i prodotti industriali che le bevande fatte in casa sono ampiamente consumate”. In media nel mondo il consumo degli adulti con almeno 20 anni di età di poco più basso di 0,25 litri o 0,37 porzioni al giorno. In Sud America il consumo era massimo mentre in Asia se ne bevevano molto poco: 1,15 e 0,14 porzioni giornaliere rispettivamente. Il Messico era il Paese con il consumo più alto di tutti, con più di mezzo litro al giorno; a seguire Suriname e Giamaica, con circa 0,44 litri mentre all’opposto si trovavano Cina, Indonesia e Burkina Faso.

La contrapposizione tra America del Sud e Asia si manteneva anche relativamente al consumo di succo di frutta: più alto in Colombia, con circa 0,33 litri al giorno, poco meno in Repubblica Dominicana, ai minimi invece in Cina, Portogallo e Giappone. Indipendentemente dall’età, il consumo era circa 0,24 litri a testa ogni giorno.

Da tempo le bevande zuccherate hanno il dito degli esperti della salute puntato contro. Il motivo è il loro eccessivo consumo e il contributo che danno alla diffusione dell’obesità e del sovrappeso in particolare nelle fasce più giovani della popolazione. Gli zuccheri che contengono sono una parte rilevante dell’apporto calorico di diete squilibrate, calorie peraltro prive di apporto nutritivo. Molti Paesi hanno adottato delle contromisure per cercare di limitare il consumo di questi prodotti e tra questi proprio il Messico che ha sperimentato l’introduzione di una tassa sullo zucchero portando a un aumento dei prezzi delle bevande zuccherate.

Molto latte in Scandinavia

In generale a consumare più bevande erano gli individui più giovani, quelli con un maggiore livello di istruzione e quelli che vivevano in aree urbane. Tra le bevande prese in considerazione c’era anche il latte, il cui apporto era massimo “nella regione ad Alto reddito (con Paesi come Svezia, Islanda e Finlandia) dove la produzione lattiero-casearia è ampiamente diffusa e il consumo di questi prodotti è tradizionalmente parte consistente della dieta”, ricorda Lara-Castor.

In Svezia se ne bevevano 0,3 litri al giorno mentre in Islanda e Finlandia una quantità leggermente inferiore. Il minor consumo medio è stato invece rilevato in Cina, Togo e Sudan.

 

Foto: Pixabay

di Vito Miraglia
Pubblicato il 11/06/2019