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Bambini, leggono meglio se genitori più bravi con la lingua

I genitori sono spesso i primi insegnanti per i loro bambini. A casa i più piccoli imparano infatti a parlare e poi a leggere e scrivere. Crescendo potrebbero diventare più bravi con la lettura se mamma e papà hanno maggiore dimestichezza con la lingua. È quanto hanno osservato dei ricercatori della Concordia University di Montrèal (Canada). Gli adulti che sanno bene quanto è complessa la lingua, che sanno scorgere le difficoltà che questa nasconde sono anche più abili a spiegare i suoi meccanismi ai bambini mentre questi leggono.

Ecco che il consiglio degli esperti per genitori, e insegnanti, è quello di giocare con le parole prestando sempre attenzione alle loro caratteristiche: “Divertitevi. Leggete i testi delle canzoni con i vostri bambini e capite cosa fa rima. Anche a tavola giocate con le parole che cominciano con lo stesso suono. Quando lo fate siate sensibili e positivi perché queste interazioni basate sul divertimento possono risultare molto efficaci”, spiega uno degli autori dello studio Sandra Martin-Chang.

Apprendimento più facile con giudizi positivi dei genitori

Lo studio è stato pubblicato su Journal of Research in Reading e ha coinvolto settanta genitori con i loro bambini di età compresa tra i sei e i sette anni. Ai più piccoli sono stati somministrati dei test di lettura e poi del materiale da leggere ma di un livello superiore al loro. Questa difficoltà ulteriore era stata pensata poiché dava l’opportunità ai genitori di intervenire quando avessero visto i loro figli in difficoltà e quindi di aiutarli. Agli adulti invece era stato chiesto semplicemente di comportarsi come erano soliti fare quando leggevano con i pargoli. I ricercatori erano attenti a tutte le reazioni degli adulti, anche a quelle non verbali.

Mentre genitori e figli interagivano i ricercatori guardavano sia alle prestazioni dei piccoli lettori sia alle reazioni degli adulti: “Abbiamo misurato il modo in cui il genitore rispondeva quando il bambino esitava o faceva un errore”, aggiunge l’altra ricercatrice Aviva Segal. Si è visto che i genitori con maggiori abilità linguistiche non solo avevano dei figli che sapevano leggere meglio ma erano anche più vigili quando i bambini leggevano ad alta voce in loro presenza. Lo studio ha confermato le intuizioni iniziali del team di ricerca ovvero che questi genitori tendevano di più a lodare e meno a criticare i loro bambini, un atteggiamento che “sostiene i bambini durante l’apprendimento”, ricorda Segal.

Anche gli insegnanti devono avere le giuste competenze

Avere maggiori capacità linguistiche permetteva alle mamme e ai papà di spiegare meglio le relazioni tra i grafemi e i fonemi, ovvero tra i segni grafici e le singole unità sonore del linguaggio parlato. E i benefici, in alcuni casi, non erano solo per i più piccoli. A volte, infatti, l’apprendimento non si rivelava unidirezionale, con i genitori che sembravano imparare qualcosa sul linguaggio quando i bimbi sbagliavano a leggere: “Quando si rendevano conto di alcuni degli errori dei loro bambini, i genitori notavano che questi erano il risultato di alcune difficoltà proprie della lingua e non era colpa dei bambini”, evidenzia Segal.

Le implicazioni dello studio riguardano anche l’apprendimento scolastico. Spesso – fanno sapere i ricercatori – le conoscenze legate alla lingua e alla lettura sono uno strumento che le scuole trascurano: “Ciò può spingere gli insegnanti a criticare, a fornire riscontri negativi con il rischio di causare insicurezza nei bambini. Gli insegnanti con maggiori conoscenze invece sono più spesso positivi e meglio equipaggiati per dare riscontri più puntuali ai loro studenti. Sanno quanto è difficile per il bambino”, conclude Martin-Chang.

 

Foto: Pixabay

di Vito Miraglia
Pubblicato il 19/06/2019