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Tumore, un turbante per affrontare la caduta dei capelli

Uno degli effetti collaterali più frequenti dei trattamenti tumorali è la perdita dei capelli. Il suo impatto psicologico può essere gravoso, in particolare per le donne e per i più giovani. Alcune pazienti possono legittimamente accettare con fatica quella che vedono come una perdita di femminilità, possono provare anche disagio e ansia. Tra le soluzioni per limitare questo malessere si può ricorrere a delle parrucche oppure indossare dei cappelli o altri copricapo come i foulard. Il settore dell’abbigliamento è al fianco delle donne che devono affrontare il percorso della malattia oncologica e che subiscono la perdita dei capelli e ha pensato a delle soluzioni personalizzate per loro. Tra queste un’iniziativa italiana, #disTURBtheCANCER, un progetto di Elisa Negro.

Capelli più fragili per via dei farmaci

La chemioterapia e la radioterapia, due fra i trattamenti oncologici disponibili per diverse forme di tumore, presentano al paziente una serie di effetti indesiderati. Nausea e vomito, 'fatigue' (uno stato di forte affaticamento), stipsi o diarrea, anemia, infezioni sono tra quelli più diffusi. Oltre a questi c’è la l'alopecia, ovvero la perdita dei capelli, un effetto collaterale ben visibile e che anche per questo ha una certa presa sui pazienti.

Alcuni farmaci utilizzati durante i trattamenti oltre a distruggere le cellule malate colpiscono anche le cellule sane tra le quali i follicoli piliferi. Molto dipende dalle caratteristiche del trattamento: dal tipo di farmaci impiegati (non tutti hanno lo stesso effetto sull’organismo), dal loro dosaggio, dalla durata della terapia ma anche dalla reazione dell’organismo ai medicinali. I capelli si indeboliscono, diventano più fragili e nel giro di alcuni giorni, poche settimane possono cominciare a cadere. I pazienti se ne accorgono quando si lavano o quando si pettinano. La perdita può risultare in un diradamento diffuso o in una completa calvizie.

La reazione di fronte alla caduta dei capelli è diversa da individuo a individuo. Naturalmente tutti I pazienti vengono informati circa questa eventualità prima che cominci la terapia per cui alcuni possono semplicemente accettarla mentre per altri l’impatto emotivo è maggiore. Le ripercussioni coinvolgono la percezione di sè, della propria immagine e della propria avvenenza con anche un possibile pregiudizio sulla vita sociale e sulle relazioni interpersonali.

Dopo la fine della terapia I capelli ricrescono

I pazienti sanno però che il fenomeno della perdita dei capelli è nella maggior parte dei casi reversibile e nel giro di alcuni mesi la ricrescita è completa. Nel corso del trattamento chi lo volesse può alleviare il disagio nascondendo la caduta dei capelli in diversi modi, dalle parrucche ai copricapi. Tra questi si possono indossare anche dei turbanti. Ad esempio quelli colorati e in fibra naturale della linea ideata da Elisa Negro, fondatrice di Nelis & Glam. I suoi prodotti sono formati da una fibra ricavata dalla caseina del latte, un tipo di tessuto ipoallergenico, traspirante e assorbente, delicato con la cute e che protegge il cuoio capelluto dai raggi ultravioletti.

Il capo della paziente sarà coperto e la pelle si troverà in condizioni adatte per poter accogliere i capelli che ricresceranno dopo i cicli di terapia. La start up dell'imprenditrice ha ricevuto il sostegno di una raccolta di crowdfunding e di Openjobmetis, un’agenzia per il lavoro.

 

Foto: Pixabay

di red.
Pubblicato il 21/06/2019