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25-06-2019

Malattie neurologiche, un aiuto dalla neurostimolazione?



La neurostimolazione potrebbe migliorare il trattamento di malattie neurologiche come ictus, lesioni cerebrali, Alzheimer e Parkinson. Lo affermano i ricercatori della Purdue University di West Lafayette (Usa), che hanno scoperto il modo di rendere i neurostimolatori impiantabili più duraturi e affidabili.


Gli scienziati spiegano che il microelettrodo di platino, uno degli elementi più comunemente utilizzati in questi dispositivi, è soggetto a corrosione. Questo può ridurre la durata del neurostimolatore e, con il tempo, renderlo meno affidabile. Inoltre,  l'elettrodo corroso può danneggiare i tessuti circostanti. Nel corso dello studio, pubblicato sulla rivista 2D Materials, gli autori hanno scoperto che aggiungere uno strato di grafene ai dispositivi potrebbe proteggere i microelettrodi, rendendoli più duraturi e sicuri. Hanno, infatti, osservato che il materiale si comporta, nello stesso tempo, come barriera e come conduttore elettrico. Pertanto, gli esperti ritengono che l’impiego del grafene potrebbe rendere i neurostimolatori più durevoli e il trattamento delle malattie neurologiche maggiormente preciso e affidabile.

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