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L'alcol fa male anche a chi non beve

Come il fumo, c’è anche l’alcol “passivo”, quello di seconda mano, che provoca danni anche a chi non lo assume. Dagli incidenti stradali alle molestie alla violenza fisica sono diverse le gravi conseguenze che possono subire le persone solo perché altri bevono alcolici. Negli Stati Uniti questa platea è stata stimata in 53 milioni, come riferiscono i rappresentanti dell’Alcohol Research Group, un programma del Public Health Institute di Oakland (Usa) in una ricerca pubblicata di recente su Journal of Studies on Alcohol and Drugs. Queste conseguenze si configurano come un ulteriore motivo per intervenire con politiche pubbliche che mirino alla riduzione dei livelli di consumo di alcol, ricordano gli autori dello studio.

Donne esposte a rischi con bevitori in famiglia

Le informazioni elaborate dal team di ricerca derivano da due sondaggi condotti telefonicamente nel 2015 su 8750 persone con almeno 18 anni di età. Negli Stati Uniti il consumo di alcol è diffuso: secondo l’indagine National survey on Drug use and health effettuata nello stesso anno, oltre l’86% degli over 18 ha riferito di aver bevuto almeno una volta nella propria vita, il 70% di averlo fatto nell’anno precedente e il 56% nel mese precedente.

Dai due sondaggi analizzati dai ricercatori è emerso invece che circa il 21% delle donne e circa il 23% degli uomini, per un totale di 53 milioni di adulti, aveva subito un danno a causa dell’assunzione altrui di alcolici nei dodici mesi precedenti alla rilevazione. Gli effetti di questo alcol "passivo” erano minacce o molestie, vandalismo o danni alla proprietà, aggressioni fisiche, lesioni dovute a incidenti stradali, problemi familiari o finanziari. Le minacce e le molestie erano le conseguenze principali, riportate nel 16% dei casi.

Le risposte variavano in base al genere, all’età e anche in base ai consumi di alcolici. I problemi finanziari e familiari, i danni alla proprietà, il vandalismo e le aggressioni riguardavano di più le donne. Inoltre, come riferiscono gli autori dello studio, per le donne il rischio derivava in particolare dalla presenza di uomini che bevono, soprattutto nelle mura domestiche, mentre per gli uomini dai consumatori fuori dalle famiglie.

Gli under 25 erano inoltre più a rischio di subire gli effetti dell’alcol di seconda mano. Questi coinvolgevano anche gli stessi consumatori di alcolici, e non solo se fossero forti bevitori (cinque o più drink per gli uomini, quattro o più per le donne, in una sola occasione e almeno una volta al mese). Chi assumeva alcolici in quantità inferiori aveva un rischio maggiore di molestie, minacce e lesioni da incidenti stradali, da due a tre volte più grande di quello di chi non beveva per nulla.
 
Prezzo minimo per ridurre le conseguenze dannose

Anche l’ultima Relazione al Parlamento sugli interventi realizzati in materia di alcol e problemi correlati, del ministero della Salute ha guardato a uno degli aspetti relativi all’ “alcol passivo”, ovvero gli incidenti stradali. Nel 2017 sono stati 4.575 gli incidenti stradali per i quali almeno uno dei conducenti dei veicoli coinvolti era in stato di ebbrezza. Il 7,8% degli incidenti rilevati dai Carabinieri e dalla Polizia Stradale è correlato pertanto all’assunzione di alcolici.

Per cercare di limitare gli effetti dannosi dell’alcol su chi non beve è importante assumere delle iniziative con cui cercare di controllare il consumo di alcolici: “La libertà di bere alcol dev’essere controbilanciata dalla libertà degli altri di non subire le conseguenze della sua assunzione dagli omicidi alle aggressoni sessuali, dagli incidenti automobilistici agli abusi domestici”, scrive Timothy Naimi del Boston Medical Center in un editoriale che accompagna la ricerca.

Tra le misure applicabili ci sono le politiche sui prezzi, dall’aumento delle imposte sulle bevande alcoliche alla politica del presso minimo: “Ci sono sempre più ricerche sugli effetti delle politiche nazionali”, ricorda in un altro commento l’esperta Sven Andréasson del Karolinska Institutet di Stoccolma (Svezia), “in particolare gli effetti delle politiche di prezzo su tutte le forme di violenza, da quella sessuale a quella sui minori”.

 

Foto: Pixabay

di Vito Miraglia
Pubblicato il 02/07/2019