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05-07-2019

Infezioni ospedaliere, i rischi del catetere



Una scarsa comunicazione tra medico e paziente potrebbe rendere pericoloso l’uso di dispositivi come il catetere – responsabili di circa il 25% delle infezioni ospedaliere. È quanto emerge da uno studio pubblicato sull'American Journal of Critical Care dai ricercatori dell’Università del Michigan di Ann Arbor (Usa), che hanno intervistato un gruppo di medici, infermieri e ausiliari medici. Tutti gli intervistati hanno dichiarato che una comunicazione deficitaria ritardava la rimozione dei cateteri non più necessari, aumentando i rischi per i pazienti.


I partecipanti hanno spiegato che le carenze di comunicazione erano dovute a diversi motivi: scarsa relazione tra medici e infermieri, differenze gerarchiche o disallineamento degli orari di lavoro - che impedivano agli infermieri di essere presenti durante i turni in cui i chirurghi e i loro team esaminavano le condizioni dei pazienti. Dal momento che il catetere resta nascosto sotto le coperte, i medici non sanno automaticamente chi ne sta usando uno, per cui se l'infermiere che può indicarlo risulta assente, il dispositivo può essere tenuto per un periodo più lungo del necessario. Ciò aumenta il rischio di contrarre un’infezione ospedaliera. Gli autori precisano, infatti, che l‘uso improprio o troppo prolungato del catetere potrebbe permettere ai batteri di entrare nell’organismo o nel flusso sanguigno. Di conseguenza, sottolineano la necessità di non trascurare questo pericolo e di migliorare la comunicazione tra i vari professionisti della salute.

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