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Il fumo triplica le possibilità di morire per eventi cardiovascolari

Il fumo triplicherebbe le possibilità di perdere la vita a causa di malattie cardiovascolari. Lo suggerisce uno studio pubblicato sulla rivista BMC Medicine dagli scienziati dell’Australian National University di Canberra (Australia), secondo cui questo vizio danneggerebbe in modo significativo il cuore e i principali vasi sanguigni, provocando il decesso per ictus e infarto di almeno 17 australiani al giorno.

 

La ricerca ha coinvolto 188.167 cittadini australiani dell’età media di 45 anni, che avevano preso parte all’indagine “45 and Up Study” dal 2006 al 2009. Gli autori hanno monitorato le condizioni di salute dei partecipanti per sette anni, esaminando, in particolare, l'impatto del fumo su 36 diversi tipi di malattie cardiovascolari (compresi insufficienza cardiaca, cardiomiopatia, attacco cardiaco, ictus e aritmie). Al termine dell’analisi, hanno scoperto che il fumo triplicherebbe il rischio di morire per patologie cardiovascolari e raddoppierebbe le probabilità di essere colpiti da infarto, ictus e arresto cardiaco. Inoltre, provocherebbe 11.400 ricoveri per cardiopatia coronarica l'anno - circa 31 al giorno.

 

“Il nostro studio dimostra che ogni anno scompare in Australia un numero di persone equivalente a quasi il doppio della popolazione di Port Douglas, con il fumo che provoca oltre 6.400 decessi per eventi cardiovascolari, compresi infarto e ictus - spiega Emily Banks, che ha diretto la ricerca -. Ci sono circa 2,7 milioni di fumatori in Australia oggi. Questi fumatori hanno probabilità tre volte maggiori di morire per malattie cardiovascolari rispetto alle persone che non hanno mai fumato e corrono un pericolo due volte più alto di essere colpiti da infarto, ictus o arresto cardiaco. Hanno anche probabilità cinque volte più elevate di sviluppare malattie cardiovascolari periferiche come la cancrena”.

 

L‘indagine ha evidenziato che anche i fumatori moderati correrebbero rischi significativi: il pericolo di morire a causa di patologie cardiovascolari era due volte maggiore tra le persone che fumavano in media cinque sigarette al giorno rispetto ai non fumatori. Secondo gli autori, si tratta di un dato rilevante perché molti individui sottovalutano i rischi connessi al fumo moderato. Ma la ricerca ha anche rilevato che smettere di fumare può ridurre notevolmente il rischio di essere coliti da infarto e ictus e di morire a causa di malattie cardiovascolari. Rinunciare alle sigarette, concludono gli esperti, fa bene a qualsiasi età, ma farlo intorno ai 45 anni consentirebbe di evitare circa il 90% dei rischi cardiovascolari connessi al fumo.

 

Foto: © ronstik - Fotolia.com

di Nadia Comerci
Pubblicato il 08/07/2019