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Hiv, eliminato il virus grazie all’editing genetico

I farmaci antiretrovirali per l’Hiv potrebbero aver trovato un promettente alleato nell’editing genetico. Combinando la terapia con lo strumento per la modifica dei geni, un team di ricercatori della Temple University di Filadelgia e della University of Nebraska di Omaha (Usa) è riuscito a eliminare il virus in un modello animale.

Circa sei pazienti su dieci ricevono i farmaci antiretrovirali

L’introduzione della terapia antiretrovirale ha rappresentato una grande conquista per la comunità scientifica nella lotta contro l’infezione da Hiv e l’Aids. La terapia non è una cura ma si è dimostrata efficace nel sopprimere la replicazione del virus aiutando il sistema immunitario a recuperare la sua funzionalità e a contrastare così l’infezione. È un trattamento che dev'essere seguito per tutta la vita e che secondo le linee guida dell’Oms, l’Organizzazione mondiale della Sanità, dovrebbe essere offerto a tutti gli individui con il virus, compresi bambini, adolescenti, donne gravide o in allattamento. Nel mondo sono poco meno di 22 milioni le persone con il virus che stanno seguendo la terapia antiretrovirale, con una copertura totale del 59% di adulti e bambini (i dati si riferiscono al 2017).

Il limite di questa terapia è che non riesce a eliminare il virus dall’organismo pertanto, in caso di interruzione del trattamento farmacologico, questo si riprende e ricomincia a replicarsi tornando a sostenerre l’evoluzione dell’infezione verso l’Aids. Il virus riesce in questo dal momento che è in grado di integrare la sua sequenza di Dna nelle cellule del sistema immunitario.

Un trattamento più efficace dovrebbe essere quindi in grado di far avanzare le terapie verso l’eliminazione del virus. Un team di virologi, immunologi, biologi molecolari ed esperti in farmacologia ha cercato una sponda nell’ingegneria genetica per centrare questo obiettivo. In precedenza i ricercatori avevano usato la tecnologia Crispr-Cas9 per sviluppare un sistema di trasporto della terapia genica allo scopo di rimuovere il Dna del virus dal genoma delle cellule in cui l’Hiv si annida. L’intervento è stato testato sui topi dimostrandosi effettivamente in grado di eliminare grossi frammenti di Dna virale dalle cellule infette. Ma come la terapia antiretrovirale anche questa forma di editing genetico non riusciva a eliminare del tutto il virus dalle cavie.

Stop alla replicazione e via il virus

Nel nuovo lavoro di ricerca, pubblicato su Nature Communications, i ricercatori hanno combinato la tecnica di editing con una strategia terapeutica definita di recente e chiamata Laser Art (un acronimo che sta per long-acting slow-effective release antiretroviral therapy, ovvero farmaci a lunga durata e a lento rilascio). Questa strategia si indirizza ai serbatoi virali e mantiene a bassi livelli, e per lunghi periodi di tempo, la replicazione del virus riducendo la frequenza della somministrazione dei farmaci antiretrovirali.

Queste caratteristiche sono state ottenute grazie a delle modifiche nella struttura chimica dei farmaci stessi. Il medicinale è stato confezionato in nanocristalli che prontamente si distribuiscono ai tessuti dove verosimilmente si nasconde il virus. Da qui i nanocristalli lentamente rilasciano il farmaco. “L’obiettivo era vedere se Laser Art riusciva a sopprimere la replicazione del virus a tal punto da permettere a Crispr-Cas9 di eliminare il Dna virale dalle cellule”, spiega uno dei ricercatori Kamel Khalili.

La ricerca è stata condotta su topi sui quali si era intervenuto geneticamente per far produrre loro delle cellule T umane, linfociti del sistema immunitario, suscettibili all’infezione da Hiv. In questo modo le cavie infette dal virus sono state trattate con Laser Art e successivamente con Crispr-Cas9. Alla fine del trattamento i topi sono stati esaminati per valutare la carica virale e le analisi hanno rivelato la completa eliminazione del Dna dell’Hiv in circa un terzo dei topi: “Lo studio ha mostrato che il trattamento per sopprimere la replicazione dell’Hiv e la terapia di editing genetico somministrati in sequenza possono eliminare l’Hiv dalle cellule e dai tessuti degli animali infetti”; conclude Khalili. La prossima fase della ricerca sarà testare questo nuovo approccio su primati non umani.

 

Foto: Pixabay

di Vito Miraglia
Pubblicato il 05/07/2019