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Ictus, aumenta il rischio dopo un’infezione del tratto urinario

Diverse infezioni, in particolare quelle del tratto urinario, potrebbero rappresentare un fattore scatenante dell’ictus. A confermare un dato già suggerito dalla comunità scientifica in passato è una ricerca realizzata negli Stati Uniti e pubblicata di recente sulla rivista di settore Stroke. I suoi autori hanno messo a confronto alcune infezioni correlandole con il rischio di questa grave patologia cerebrale: “Gli operatori sanitari devono essere consapevoli del fatto che l’ictus può essere scatenato dalle infezioni. Il nostro studio indica che abbiamo bisogno di fare di più per capire meglio perché e in che modo le infezioni sono associate con l’evento ictus nelle sue diverse forme e che questi dati ci aiuteranno a definire cosa poter fare per prevenire questi tipi di ictus”, sottolinea uno dei ricercatori, Mandip Dhamoon dell’Icahn School of Medicine at Mount Sinai di New York.

Pertanto i vaccini, i farmaci anticoagulati e gli antibiotici rappresentano un presidio ancora più importante per la prevenzione delle infezioni e dunque dell’ictus in pazienti ad alto rischio, secondo quanto riferisce Dhamoon.

Ictus ed emorragia

L’ictus è una delle patologie cardio-cerebrovascolari più frequenti e tra le prime cause di morte nel mondo. Ne esistono due tipi: l’ictus ischemico e l’ictus emorragico. Nel primo caso, quello maggiormente osservato, l’evento si verifica a seguito dell’ostruzione di vasi sanguigni nel cervello, nel secondo invece è riconducibile alla rottura di un vaso sanguigno (emorragia cerebrale).

I ricercatori hanno guardato alla relazione tra il rischio di ictus ischemico, emorragia intracerebrale ed emorragia subaracnoidea (in questo caso l’emorragia interessa la superficie del cervello) con un’ampia gamma di infezioni a carico di pelle, tratto urinario, sangue, apparato respiratorio. I dati sono stati ricavati dalle cartelle cliniche di un database relative al periodo dal 2006 al 2013.

Dall’analisi è emerso che ogni tipo di infezione si associava a un maggior rischio di ictus ischemico. In particolare il rischio triplicava con le infezioni al tratto urinario in un arco temporale di trenta giorni dall’infezione. Per tutte le forme di infezione il rischio di ictus ischemico diminuiva con il passare del tempo. La relazione più forte con l’emorragia intracerebrale era con le infezioni urinarie, del sangue e respiratorie mentre queste ultime erano le sole associate all’emorragia subaracnoidea.

I possibili motivi

L’aumento del rischio di ictus era stato suggerito già da precedenti ricerche, ad esempio l’infezione da herpes zoster era stata individuata come un potenziale fattore scatenante di questa patologia. Sono molteplici i meccanismi per cui un’infezione potrebbe innescare un ictus, si legge nella ricerca: dall’aumento del livello di gobuli bianchi circolanti che contribuiscono alla formazione di trombi e all’aterosclerosi, alla maggiore attivazione delle piastrine; dall’aumentato rischio di trombosi venosa profonda per via dell’immobilità all’incremento del livello di fattori che favoriscono l’ostruzione dei vasi, di citochine e di altre molecole che agevolano trombosi e aterosclerosi.

Sulla relazione tra le infezioni come potenziali fattori di rischio di ictus c’è però ancora molto da scoprire e studi futuri potranno fornire ulteriori dati per chiarire meglio tutti questi aspetti.

 

Foto: Pixabay

di Vito Miraglia
Pubblicato il 12/07/2019