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I nuovi antibiotici che non generano resistenza

Una tossina trasformata in antibiotico. Un team di ricercatori in Francia ha messo a punto due nuovi antibiotici che si sono rivelati efficaci contro diversi batteri multi-resistenti e che inoltre non hanno scatenato ulteriore resistenza. Le molecole sono state testate su un modello animale per contrastare l’azione di agenti patogeni responsabili di alcune infezioni anche nell’uomo. Secondo i ricercatori si tratta di un importante passo avanti nella lotta all’antibiotico-resistenza, una delle principali sfide che la sanità pubblica mondiale sta già affrontando e dovrà continuare a fare nei prossimi decenni.

Più di 30 mila vittime all'anno in Europa

La scoperta degli antibiotici è considerata una delle principali conquiste del progresso scientifico nel secolo scorso. Con il passare del tempo, però, la loro efficacia è stata messa in discussione, gradualmente, dall’emergenza della resistenza nei batteri. Si tratta di un fenomeno naturale che però è stato alimentato dall'uso scorretto e dall’abuso di questi farmaci. Le conseguenze della resistenza sono devastanti: aumentano i costi medici, il numero di ricoveri e la mortalità. Solo in Europa ogni anno – ricorda il Centro europeo per il Controllo e la prevenzione delle malattie – circa 33 mila persone perdono la vita come conseguenza diretta di un’infezione dovuta alla resistenza agli antibiotici. Il numero di morti è paragonabile a quello di Hiv/Aids, influenza e tubercolosi messi insieme. Alcune infezioni sono diventate più difficili da trattare, dalla gonorrea alla tubercolosi alla polmonite.

Il team di scienziati, provenienti dall’Istituto nazionale della sanità e della ricerca medica, dalla Université de Rennes 1 e dal Rennes Institute of Chemical Sciences, hanno identificato una nuova tossina batterica rendendola un potente antibiotico attivo contro batteri Gram positivi e Gram negativi.

Niente tossicità

I risultati del loro lavoro sono illustrati in un articolo pubblicato su Plos Biology. I test prendono le mosse da una scoperta fatta nel 2011: “Abbiamo capito che una tossina prodotta dallo Staffilococc aureo, il cui ruolo è facilitare l’infezione, è anche in grado di uccidere altri batteri presenti nell’organismo. Avevamo identificato una molecola con proprietà tossiche ma anche antibiotiche. Pensavamo che se avessimo potuto separare queste attività saremmo stati in grado di creare un nuovo antibiotico non tossico per l’organismo. Una sfida che abbiamo accettato”, spiega Brice Felden, a capo del team di ricerca.

È stata sintetizzata una nuova famiglia di peptidomimetici, molecole che riproducono peptidi batterici esistenti in natura ma accorciati e modificat. Ne sono state create venti e due si sono dimostrate efficaci contro i batteri resistenti Staffilococco aureo e Pseudomonas aeruginosa in cavie con infezioni cutanee o sepsi grave. Inoltre l’azione di queste molecole non ha spiegato effetti tossici sui tessuti e sulle cellule delle cavie ma anche umane: “Abbiamo testato le molecole fino a dosi superiori da 10 a 50 volte quella efficace senza aver rilevato alcuna tossicità”, aggiunge Felden.

La ricerca continua

L’altro dato importante è che i batteri a contatto con le molecole antibiotiche non hanno mostrato alcun segno di resistenza. Nemmeno quando i ricercatori hanno creato le condizioni favorevoli allo sviluppo di questa abilità, sia in vivo che in vitro. Si tratta comunque di evidenze da prendere con cautela – fanno sapere i ricercatori – dal momento che gli esperimenti sono durati solo fino a 15 giorni.

I peptidomimetici si sono rivelati un’arma contro i batteri anche grazie alla capacità dei loro amminoacidi non naturali di rinforzare il legame tra queste molecole e le membrane dei batteri. Questo forte legame porta alla permeabilità della membrana e alla morte dei batteri. Il prossimo passo sarà testarli sull’uomo: “Pensiamo che possano rappresentare dei candidati promettenti per lo sviluppo di nuovi antibiotici che possono fornire trattamenti alternativi alla resistenza antibiotica”.

 

Foto: Pixabay

di Vito Miraglia
Pubblicato il 11/07/2019

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