Logo salute24

Procreazione assistita, i numeri del 2017 in Italia

Più figli con la procreazione assistita con donazione di gameti. Stabile invece la situazione per la fecondazione senza donazione di seme od ovociti. In generale più coppie accedono ai trattamenti, con un maggior numero di bambini nati e di cicli effettuati. Sono alcuni dati contenuti nella Relazione al Parlamento sulla Procreazione medicalmente assistita 2019 relativa però all’attività del 2017 dei centri, pubblici e privati, che offrono questi servizi.

Fecondazione eterologa

Secondo i dati del ministero della Salute il maggior ricorso alla procreazione medicalmente assistita (Pma) è da attribuirsi all’incrementeo dei cicli effettuati con le tecniche di crioconservazione e dei trattamenti con donazione di gameti. In generale nel 2017 hanno eseguito dei cicli di fecondazione eterologa 6429 coppie, +18% rispetto al 2016 quando erano 5450. I cicli eseguiti sono saliti di più del 20% (da 6.247 a 7.514) e sono nati più bebè con la donazione di gameti, oltre il 19%, da 1.457 a 1.737.

In dettaglio, dei 7.514 cicli di fecondazione eterologa poco più del 21% sono cicli con donazione di seme (1.582) mentre sfiorano il 42% quelli con donazione di ovociti freschi e congelati (3.149); la quota restante è formata da cicli con embrioni precedentemente formati da gameti donati e crioconservati (2.783).

L’infertilità maschile e l’infertilità femminile sono le ragioni per cui si ricorre nella stragrande maggioranza dei casi alla fecondazione eterologa. Tra tutti i cicli con donazione di seme l’82,4% (1304 casi) sono cicli con seme donato importato mentre il 96,4% (3035 casi) dei cicli con donazione di ovociti sono stati eseguiti per un fattore di infertilità della donna.

Fecondazione omologa

La situazione tra il 2017 e il 2016 è pressochè invariata. Senza donazione di gameti, sia con le tecniche di primo livello (inseminazione semplice) che con quelle di secondo e terzo livello (fecondazione in vitro), è simile il numero delle coppie, dei cicli iniziati e dei nati. I bambini nati vivi con fecondazione omologa sono 12.236 (erano 12.125 nel 2016), mentre i cicli sono 90.374 (erano 91.409).

Più cicli nel pubblico

Grazie alla legge 40 del 2004 sulla Pma, nel 2017 sono nati quasi 14 mila bambini (13.973, considerando tutte le forme di fecondazione, il 3% del totale dei bambini nati in quell’anno) e sono stati effettuati 97.888 cicli, un numero maggiore rispetto al 2016. Gli italiani preferiscono i centri pubblici e i privati convenzionati anche se ce ne sono meno sul territorio italiano. La maggior parte dei trattamenti è stata infatti realizzata nelle prime tipologie di centri. Nei 106 presidi privati è stato effettuato un ciclo su tre mentre nei pubblici il 37,4% e nei privati convenzionati il 29,5% dei cicli di trattamento. Molti centri hanno però un volume di procedure ridotto, inferiore alla media europa: solo il 23,1% dei centri di II e III livello ha fatto più di 500 cicli, mentre in Europa sono il 41,5%. In linea con le tendenze europee è invece il numero delle gravidanze trigemine mentre quello delle gemellari è in calo.

Meno quarantenni

Nel 2017 è cambiata la distribuzione tra le diverse fasce d’età delle donne che hanno fatto ricorso alla Pma. Le donne con meno di 35 e quelle di età compresa fra i 35 e i 39 anni sono di più dell’anno precedente, mentre scende il numero delle quarantenni (il calo è di quasi un punto percentuale). L’età media delle donne che si sottopongono a tecniche senza donazione di gameti a fresco è pari a 36,7 anni, maggiore della media europea di 34,7 anni. Nella fecondazione eterologa l’età è maggiore se la donazione è di ovociti minore se di seme: rispettivamente 42,4 e 35,6 anni. Il dato indica come la tecnica venga scelta principalmente per infertilità fisiologica della donna piuttosto che per patologie specifiche.

 

Foto: Pixabay

di Vito Miraglia
Pubblicato il 10/07/2019