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Demenze, il rischio genetico si contrasta con lo stile di vita

Lo stile di vita potrebbe essere più influente della genetica nello sviluppo della demenza. Lo suggerisce uno studio pubblicato sulla rivista Jama dagli scienziati dell'Università di Exeter (Regno Unito), secondo cui tra le persone che sono geneticamente predisposte a sperimentare il declino cognitivo in età avanzata, quelle che seguono una dieta sana e svolgono regolarmente un’attività fisica correrebbero un pericolo inferiore del 32% di sviluppare la demenza, rispetto a quelle che mangiano male, fumano, bevono troppi alcolici e si muovono poco.

 

“Questo è il primo studio ad analizzare in che misura è possibile compensare il rischio genetico di demenza conducendo uno stile di vita sano – spiega Elżbieta Kuźma, che ha coordinato la ricerca insieme a David J. Llewellyn -. I nostri risultati sono rilevanti perché dimostrano che possiamo fare qualcosa per compensare il rischio genetico di sviluppare la demenza. Seguire uno stile di vita sano risulta associato a un ridotto rischio di demenza, indipendentemente dalla predisposizione genetica”.

 

Gli autori hanno esaminato i dati di 196.383 persone di età pari o superiore a 60 anni, raccolti dalla UK Biobank, che sono stati suddivisi in tre gruppi in base al loro rischio di sviluppare la demenza (alto, medio e basso). Inoltre, hanno analizzato lo stile di vita di ciascun volontario concentrandosi sulle seguenti categorie: dieta, attività fisica, fumo e consumo di alcol. Durante un periodo di monitoraggio di otto anni,  1.769 partecipanti hanno sviluppato la demenza.

 

Al termine dell’indagine, è emerso che tra i soggetti che presentavano un alto rischio genetico di essere colpiti dall’Alzheimer o da altre forme di demenza, quelli che conducevano uno stile di vita sano avevano probabilità inferiori del 32% di sperimentare il declino cognitivo, rispetto a coloro che avevano la stessa predisposizione genetica e seguivano uno stile di vita scorretto. In particolare, gli scienziati hanno osservato che tra i partecipanti che presentavano un alto rischio genetico e avevano comportamenti non salutari, le probabilità di sviluppare la demenza erano quasi tre volte più alte che tra i soggetti con un basso rischio genetico che conducevano una vita sana.

 

“Questa ricerca fornisce un’informazione davvero importante che mina la visione fatalistica della demenza – sottolinea il dottor David J. Llewellyn -. Alcune persone credono che sia inevitabile essere colpite dalla demenza a causa della loro predisposizione genetica. Invece potrebbe essere possibile ridurre significativamente questo rischio seguendo uno stile di vita sano”.

 

Foto: © freshidea - Fotolia.com

di Nadia Comerci
Pubblicato il 14/08/2019

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