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Dall'eczema alle patologie allergiche: c'è un legame

Prevenire, o trattare in modo adeguato, l’eczema nei bambini piccoli per evitare che sorgano altre malattie, dalle allergie alimentari all’asma. Prendendosi cura della pelle si può scongiurare l’avvio della cosiddetta marcia atopica, una sequenza progressiva di patologie accomunate dalla reazione del sistema immunitario. I bambini con eczema, crescendo, rischiano di sviluppare infatti allergie alimentari, febbre da fieno (una rinite allergica) e asma dal momento che le screpolature della pelle possono rappresentare un passaggio per gli allergeni deleterio per l’organismo. Un team di ricercatori del National Jewish Health di Denver (Stati Uniti) guidato dal pediatra Donald Leung ha sottolineato il legame tra queste patologie e posto l’accento sul trattamento dell’eczema per consentire ai bambini una crescita in salute.

Dall’eczema all’asma

L’eczema, o dermatite atopica, è una malattia che colpisce la pelle caratterizzata da arrossamento, eruzioni cutanee e formazione di croste. I suoi sintomi principali sono il prurito, la secchezza della pelle e il suo screpolamento. Le parti più colpite, soprattutto nei bambini, sono il viso, le mani e i piedi, le braccia e le gambe.

Tendenzialmente questa patologia diventa meno intensa o scompare durante l’età e sorge spesso entro i cinque anni di età. Come è successo a una ragazza di 17 anni che è stata seguita proprio dagli specialisti dell’ospedale di Denver. La ragazza – è proprio il caso di dirlo – ha vissuto sulla propria pelle la progressione delle malattie con la marcia atopica. Questa è partita con l’eczema da neonata, quando aveva solo sei settimane. Sua madre racconta che erano alle prese con l’eczema, nel tentativo di tenere sotto controllo l’infiammazione cutanea, quando hanno dovuto affrontare un altro problema: la ragazza “aveva l’orticaria su braccia e collo. Così l’abbiamo portata in ospedale dove ci è stato detto che era allergica alle arachidi, ai pinoli e ai crostacei”, spiega il genitore.

Pochi anni dopo la ragazza ha sviluppato asma da sforzo, una forma di asma caratterizzata dalla comparsa dei sintomi tipici di questa patologia respiratoria, come tosse, difficoltà a respirare, affanno, mentre si sta facendo attività fisica.

La ragazza ha così preso parte a una serie di trial clinici per comprendere meglio l’evoluzione della marcia atopica.

Potenziare la barriera della pelle

Leung e colleghi hanno visto che i pazienti con l’eczema non presentano importanti proteine e grassi negli strati più esterni della pelle. Pertanto questa perde quella sua funzione naturale di barriera. Il difetto fa sì che la pelle sia meno idratata e si secchi portando alla formazione di screpolature e all’insorgenza del prurito.

Se si grattano, i pazienti possono ulteriormente danneggiare la barriera cutanea e attivare così il sistema immunitario. Un numero di prove crescente indica che le particelle di cibo che entrano a contatto con queste screpolature possono scatenare una reazione allergica: “Quando i frammenti di cibo sono introdotti attraverso la pelle piuttosto che tramite l’apparato digerente, c’è il rischio che causino allergie. Le screpolature nei soggetti con eczema spesso avviano una catena di malattie allergiche che si sviluppano nell’arco di parecchi anni”, spiega Leung. Una volta che la risposta dell’organismo è stata scatenata, si sviluppano anche febbre da fieno e asma.

Per il pediatra una cura scrupolosa del benessere cutaneo dei bambini appena nati può aiutare a prevenire l’eczema e le altre malattie allergiche. La pelle dei bambini è infatti particolarmente esposta al rischio di seccarsi una volta entrata a contatto con l’aria dopo il parto. La raccomandazione dell’esperto è la tecnica “bagna e sigilla” è la raccomandazione degli esperti: idratare a fondo la pelle con un bagno caldo e poi bloccare il carico di umidità all’interno con una pomata idratante per aiutare a sanare le screpolature. “Ripristinare la barriera cutanea appena l’eczema si è sviluppato è il modo migliore per fermare la marcia atopica e prevenire lo sviluppo della malattia allergica”, conclude Leung.

 

Foto: Pixabay

di p. a.
Pubblicato il 19/07/2019