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Muscoli e viaggi interplanetari, il ruolo del resveratrolo

Il resveratrolo, un polifenolo che si trova nell’uva, nel vino rosso e nei mirtilli, potrebbe rientrare un giorno nella dieta degli astronauti. Questa sostanza, un antiossidante naturale, ha un effetto benefico sui muscoli e quindi potrebbe aiutare a mitigare gli effetti della gravità parziale su Marte o sulla Luna molto inferiore a quella della Terra. Dei ricercatori del Beth Israel Deaconess Medical Center di Boston (Stati Uniti) hanno osservato questo effetto ‘muscolo-protettivo’ del resveratrolo su dei topi in condizioni che riproducono uno scenario lunare o marziano. Il prossimo passo della ricerca sarà testare l’efficacia della sostanza sull’organismo sull’uomo.

“Dopo cinque decenni di missioni in orbita terrestre bassa, gli scienziati hanno una buona conoscenza degli effetti della microgravità sull’organismo, ma le conseguenze della gravità parziale rimane ancora un ambito poco compreso”, ricorda la ricercatrice Marie Mortreux. “Questo studio sottolinea che componenti naturali potrebbero essere la chiave per mantenere la salute dell’uomo per viaggi sulla Luna o su Marte”, continua l’esperta, fra gli autori dello studio pubblicato su Frontiers in Physiology.

Atrofia muscolare dopo viaggi nello spazio

Da tempo il resveratrolo è finito sotto la lente di ingrandimento dei ricercatori, “per i suoi benefici sulla salute, incluso l’effetto antiossidante e quello antidiabetico”, come spiega il ricercatore Seward B. Rutkove. “Si è visto anche che il resveratrolo è in grado di preservare la perdita muscolare e del tessuto osseo ma non sono noti i suoi effetti sull’apparato muscolo-scheletrico in gravità parziale. Abbiamo ipotizzato che una dose moderata quotidiana di questo polifenolo potesse aiutare a mitigare il decondizionamento muscolare in condizioni che replicano la gravità parziale su Marte”.

Per decondizionamento si intende l’insieme di quelle variazioni dell’organismo dovute ad esempio all’inattività fisica prolungata e alla sedentarietà. Il tratto fondamentale del decondizionamento è proprio il declino della forza muscolare e del volume dei muscoli. E l’atrofia muscolare è una conseguenza quasi immediata, oltre che uno degli effetti collaterali più rilevanti, dei viaggi nello spazio. Gli studi sugli equipaggi delle missioni spaziali hanno rivelato che gli astronauti possono perdere fino al 20% della loro massa muscolare in meno di due settimane in microgravità. Pertanto, per prevenire il decondizionamento, gli astronauti coinvolti in lunghe missioni si esercitano molte ore al giorno. Tuttavia molti ritornano debilitati sulla Terra rendendo necessari mesi di riabilitazione.

Ma oltre all’attività fisica potrebbe essere utile anche un supplemento alimentare? È quello che si sono chiesti gli autori della ricerca.

Muscoli più forti

Il team ha fatto ricorso a un metodo per replicare gli effetti della gravità di Marte sui topi. Invece di fare come si faceva un tempo, con la sospensione delle cavie dalla coda, una situazione efficace che creava però problemi come la riduzione del flusso sanguigno, i ricercatori hanno cercato di mantenere le cavie orizzonali e in posizione più comoda utilizzando una speciale imbracatura, come spiega Mortreux.

I test sono stati condotti su 24 cavie di sesso maschile, metà in condizioni di gravità normale metà esposta alla gravità di Marte, inferiore di circa il 40% a quella della Terra. Di quest’ultimo gruppo, metà ha ricevuto 150 milligrammi di resveratrolo per chilogrammo di peso corporeo ogni giorno. Come ipotizzato, si è visto che dopo due settimane tutti gli animali mostravano atrofia muscolare.

Tuttavia si è visto che gli animali cui era stato somministrato il resveratrolo avevano mantenuto una buona forza di presa sia delle zampe anteriori che di quelle posteriori, un parametro che rapidamente declina in condizioni di parziale sopportazione di peso. Grazie alla supplementazione, inoltre, è stato rilevato un significativo aumento del peso muscolare e della dimensione delle cellule dei tessuti del muscolo, oltre a un effetto protettivo della composizione dei muscoli.

 

Foto: Pixabay

di red.
Pubblicato il 19/07/2019