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Articolazioni, il microbioma contro il rischio d'infezione alle protesi

I batteri buoni dell’intestino contro gli agenti infettivi. Il microbioma potrebbe infatti giocare un ruolo importante nella prevenzione delle infezioni alle protesi di anca e ginocchio, un evento non molto frequente ma comunque molto serio. Di microbioma e interventi chirurgici si sono occupati dei ricercatori del Cornell's College of Engineering e dell’Hospital for Special Surgery di New York (Stati Uniti) in uno studio pubblicato recentemente su Clinical Orthopaedics and Related Research. La ricerca, condotta su cavie, è alle fasi iniziali, prima di poter avviare qualsiasi test sull’uomo.

L’infezione determina la sostituzione della protesi

L’intervento chirurgico di protesi al ginocchio e quello all’anca sono operazioni chirurgiche comuni. Il medico può decidere di intervenire sull’articolazione per vari motivi, ad esempio per una grave artrosi, all’anca o al ginocchio, in presenza di uno stato infiammatorio severo o per deformità al ginocchio. Una complicazione poco frequente ma molto rilevante per la salute del paziente è l’infezione alla protesi inserita: questo evento, infatti, può essere anche letale. Le infezioni – fanno sapere i ricercatori – si verificano nell’1% degli interventi di protesi ma sono la prima e la terza ragione per la sostituzione, rispettivamente, delle protesi di anca e ginocchio.

Sono diverse le precauzioni per la prevenzione delle infezioni nel corso di un intervento di chirurgia e sono diversi i fattori di rischio che possono aumentare le probabilità di insorgenza delle infezioni. A queste sono stati correlati un alto Indice di massa corporea (severa obesità), l’infezione della ferita superficiale, la presenza di alcune patologie come il diabete. Gli autori dello studio sottolineano il crescente interesse su tutti i fattori di rischio che possono essere modificati prima di intervenire chirurgicamente e il microbioma, con i suoi milioni e milioni di batteri buoni, potrebbe rientrare fra questi.

Il team di ricerca si è chiesto infatti se lo stato del microbioma intestinale presentato prima di un’operazione chirurgica possa influenzare il rischio di sviluppare un’infezione in un modello animale e come la flora influenzi la risposta dell’organismo a un’infezione.

Microbioma e sistema immunitario compromesso

Le sperimentazioni sono state effettuate su delle cavie con piccole articolazioni artificiali create in primo luogo per migliorare il design degli impianti e per studiare il modo in cui le ossa crescono e si uniscono all’impianto. In seguito il modello è stato ulteriormente messo a punto per studiare le infezioni cosiddette peri-protesiche.

I ricercatori hanno visto che la salute del microbioma si correlava al rischio di infezione. In genere, a seguito di un’infezione, per via della risposta dell’organismo i marcatori del sistema immunitario nel sangue aumentano. Ma nello studio si è visto che nelle cavie colpite da infezioni e con il microbioma alterato questi marcatori non aumentavano. Inotre si è visto che un maggior numero di cavie con microbioma non sano erano colpiti dall’infezione (oltre il 70%) rispetto a quelli con la flora intestinale equilibrata (la metà). I risultati suggeriscono che i topi con microbioma alterato potevano avere dunque un sistema immunitario compromesso.

“La ricerca – spiega Christopher Hernandez, autore principale dello studio – è alle fasi iniziali ma n caso di successo nell’uomo potrebbe essere possibile cambiare o modificare il microbioma di un paziente prima che sia sottoposto a un intervento di sostituzione di anca o ginocchio e che si potrebbe ridurre il rischio di infezione”. Terapie che puntano al microbioma o semplici trattamenti con probiotici potrebbero pertanto servire a questo scopo.

 

Foto: Pixabay

di redazione
Pubblicato il 14/08/2019