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22-07-2019

Alzheimer, un gene avvia il declino cognitivo prima dell'età adulta


Un gene associato alla malattia di Alzheimer potrebbe avere un impatto sulla salute mentale anticipato rispetto a quanto ritenuto finora. È il gene Apoe che codifica una proteina che compatta il colesterolo e altri grassi per il trasporto nel sangue. Una versione di questo gene si associa a declino cognitivo e demenza e a un maggior rischio di Alzheimer in età avanzata ma potrebbe mostrare i suoi effetti precocemente. È la conclusione di una ricerca realizzata dalla University of California e dalla University of Colorado (Usa) e pubblicata su Neurobiology of Aging.

La versione del gene al centro della ricerca, Apoe4, è presente in circa il 15% della popolazione ed è correlata a un rischio di Alzheimer da tre a quattro volte maggiore di quello dei soggetti non portatori. Si è visto che il gene è correlato a variazioni dell’abilità cognitiva evidenti dopo i 50 anni ma secondo questa nuova ricerca il termine deve essere anticipato a molto prima, all’infanzia e all’adolescenza. Secondo i ricercatori, i portatori del gene Apoe4 raggiungono punteggi inferiori ai test del Quoziente intellettivo, con le ragazze ancora più indietro dei ragazzi.

Sono stati analizzati i dati relativi a 1321 soggetti da 6 anni e mezzo a 18 anni di età, divisi quasi equamente tra donne e uomini. Sebbene di ridotta entità, le differenze nei punteggi dei test tra portatori e non portatori di Apoe4 possono comunque rappresentare una riduzione della riserva cognitiva con l’invecchiamento. La riserva cognitiva è l’abilità del cervello di far fronte al declino cognitivo; se scarsa si ha maggiore difficoltà a resistere alla malattia invecchiando: “I risultati suggeriscono che le differenze cognitive associate al gene possono emergere precocemente e aumentare di rilevanza nel corso della vita, e se così, l’infanzia rappresenta un periodo chiave per intervenire e rendere più solide la riserva”, scrive Chandra Reynolds, tra gli autori dello studio.