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Gravidanza e Dieta mediterranea, scende il rischio di diabete

Frutta secca, olio d’oliva, frutta e verdura, cereali integrali. Mangiarli in gravidanza può aiutare a ridurre la quantità di chili che si accumulano nei nove mesi e il rischio di diabete gravidico. Un team di ricercatori della Queen Mary University di Londra e della University of Warwick (Regno Unito) ha indagato gli effetti di una dieta ispirata a quella mediterranea sulle principali complicazioni che possono sorgere in gravidanza. Su condizioni come nausea, vomito e ipertensione non sono stati rilevati però dei miglioramenti.

Lo studio “indica che le donne gravide ad alto rischio di complicazioni possono beneficiare da una dieta tipo mediterranea per ridurre l’aumento di peso e il rischio di diabete gravidico”, spiega uno degli autori della ricerca Shakila Thangaratinam. “Seguire questa dieta sembra essere efficace e adeguata. Le linee guida nazionali non includono attualmente le componenti chiave della Dieta mediterranea nelle loro raccomandazioni. Le donne che sono a rischio di diabete dovrebbero essere incoraggiate a correre ai ripari precocemente in gravidanza, consumando più frutta secca, olio d’oliva, frutta e cereali non raffinati, e riducendo l’apporto di zuccheri e grassi animali”.

Pesce e poca carne bianca

Una futura madre su quattro – dicono i ricercatori – comincia la gravidanza presentando alcune condizioni che possono portare a complicazioni tra cui il diabete gravidico, la preeclamsia, ovvero l’ipertensione, che può anche avere conseguenze ben peggiori a carico di altri organi. Queste donne, infatti, avviano una gravidanza da ipertese, obese o con alti livelli di grassi nel sangue. Le donne incinte e anche i loro bambini mantengono il rischio di andare incontro a complicazioni cardiovascolari e a diabete anche nel lungo periodo.

Per questa ricerca, pubblicata su Plos Medicine, sono state coinvolte 1252 donne provenienti da cinque reparti di ostetricia e ginecologia del Regno Unito. Tutte presentavano queste condizioni - obesità, ipertensione, iperlipidemia - e sono state assegnate casualmente a due protocolli: uno che prevedeva l’assistenza standard durante la gravidanza, l’altro che a questo aggiungeva anche un regime alimentare ispirato alla Dieta mediterranea. La dieta includeva un elevato apporto di frutta secca (30 grammi al giorno di noci, mandorle, nocciole), mezzo litro d’olio d’oliva a settimana, frutta, verdura, cereali non raffinati e legumi; un apporto alto di pesce, poca carne bianca e prodotti caseari; scarso apporto di carne rossa e processata, senza cibo fast food, cibi ricchi di grassi animali e bevande zuccherate.

Nessun effetto su altre complicazioni della gravidanza

Solo il 40% delle donne in entrambi i gruppi ha però riferito i propri consumi alimentari limitando dunque l’interpretazione dei risultati. Al netto di questo elemento (e del fatto che i ricercatori non hanno utilizzato biomarcatori oggettivi ma si sono attenuti ai dati comunicati dalle donne) si è visto che le donne del secondo gruppo avevano preso in media 1,25 Kg di peso corporeo in meno delle altre e avevano un rischio ridotto del 35% di diabete gravidico.

Inoltre sempre le donne che avevano seguito la dieta simil mediterranea avevano riferito una migliore qualità di vita in generale e un ridotto gonfiore. Tuttavia non sono stati individuati dei miglioramenti su nausea, vomito e indigestione né su possibili complicazioni come ipertensione, preeclampsia, parti prematuri, ammissione ai reparti di terapia intensiva, bambini nati piccoli per età gestazionale.

I risultati hanno confermato i dati di un altro studio realizzato in Spagna su 874 donne incinte: in questo caso i ricercatori avevano osservato un calo del 33% del rischio di diabete gestazionale e nessun effetto su altri aspetti.

 

Foto: Pixabay

di Vito Miraglia
Pubblicato il 25/07/2019