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30-07-2019

Oncologia, disturbi nutrizionali interessano fino all’80% dei pazienti


Tumori, malattie renali e neurologiche. Sono diverse le categorie di pazienti interessati da una forma particolare di anoressia. È la malnutrizione calorico-proteica, una condizione che può sorgere quando gli individui sono allettati. La definizione del Principles of Internal Medicine è “mancanza di appetito patologica che non è rifiuto consapevole del cibo ma la perdita del senso di fame e del desiderio di mangiare con un persistente senso di pienezza”.

“Secondo i dati epidemiologici – ricorda Maurizio Muscaritoli, presidente della Società italiana di Nutrizione clinica e Metabolismo – solo l’8% delle anoressie è di tipo mentale, il restante 92% conta patologie oncologiche per il 42%, malattie neurologiche per il 27% e cause varie nel 23% dei casi”. Per lo specialista la percentuale di pazienti oncologici interessati dai disturbi nutrizionali va dal 40% all’80%.

Si tratta di una condizione rilevante per questi pazienti che può avere gravissime conseguenze. L’anoressia, la malnutrizione proteica, la perdita di peso e di massa muscolare si correlano a un maggior rischio di infezioni, malattie cardiovascolari e aumento della mortalità.

Per questo è importante monitorare anche lo stato nutrizionale di queste tipologie di pazienti: “Generalmente è possibile usare questionari validati che indagano sazietà, alterazione del gusto e dell’olfatto, avversione al gusto della carne, nausea, vomito”, ricorda Alessio Molfino della Sapienza-Universtà di Roma. Con la valutazione iniziale si definiscono le condizioni del soggetto da destinare a un preciso percorso terapeutico. Con questi strumenti è possibile abbassare di un quarto la percentuale di pazienti con tumore che perdono la vita per cause nutrizionali.