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Tumori infantili, persi nel 2017 undici milioni di anni di vita

I tumori infantili hanno un impatto devastante sulla vita dei bambini in tutto il mondo. Il loro costo è stato stimato nella perdita di circa 11,5 milioni di anni di vita in buona salute all’anno. Considerando tutti i tumori che colpiscono la popolazione mondiale, i tumori fino ai 19 anni di età si collocano al sesto posto mentre fra le malattie che sorgono durante l’infanzia e l’adolescenza scendono al nono posto. E nel mondo i numeri si distribuiscono in maniera diversa da continente a continente: il carico maggiore riguarda i Paesi a basso e medio reddito, in particolare l’area più colpita è l’Africa sub-Sahariana con la maggiore quota di anni di vita persi.

I dati arrivano dal primo Global Burden of Disease Study dedicato alla malattia oncologica in età infantile pubblicato su Lancet Oncology.

Paesi ad alto-medio reddito sono meno colpiti

Nei 195 Paesi presi in considerazione sono stati 416.500 i tumori che hanno colpito le fasce di popolazione da 0 a 19 anni nel 2017. Annualmente però sono stati stimati circa 11,5 milioni di anni di vita in buona salute persi per causa del tumore, per le condizioni precarie di salute correlate ai trattamenti e per i decessi causati dalla neoplasia. Il carico maggiore, con quasi 9,5 milioni di anni di vita, pesa sui Paesi meno avanzati.

La quasi totalità di questi 11,5 milioni circa di anni sono correlati a morte prematura, il 97% circa, mentre il restante 3% è associato alla disabilità. I tassi di sopravvivenza sono diseguali tra le diverse aree del mondo, maggiori tra bambini e adolescenti dei Paesi ad alto reddito: qui il tasso di sopravvivenza a cinque anni è pari a circa l’80% dei casi di tumore mentre scende a 35-40% in quelli a basso e medio reddito, con alcune stime che lo abbassano ulteriormente al 20%.

L’obiettivo della comunità internazionale è proprio incrementare questi tassi, soprattutto nei Paesi meno avanzati: “Migliorare il tasso di sopravvivenza richiederà un piano d’intervento significativo per garantire dei sistemi sanitari ben funzionanti in grado di fornire trattamenti e diagnosi precoci”, spiega Lisa Force, del St Jude Children’s Research Hospital negli Stati Uniti, fra gli autori dello studio. Gli interventi da compiere potranno avvalersi anche delle stime di questo studio per “determinare il modo più efficace in cui spendere risorse limitate e prendere le migliori decisioni programmatiche per controllare l’incidenza dei tumori”, aggiunge la specialista.

Attenzione sulla diagnosi precoce

Lo strumento chiave è la diagnosi precoce come sottolinea, in un commento pubblicato su Lancet Child & Adolescent Health Journal, Charles Stille, Public Health England (Regno Unito) in un commento scrive: “La diagnosi preocce può portare a una sostanziale riduzione nella mortalità e nella morbidità nel lungo periodo. I vantaggi dovrebbero essere maggiori nei Paesi con minori risorse, ma dovrebbero esserci anche nelle nazioni più benestanti, in particolare per i tumori cerebrali a basso grado; chi supera la malattia infatti è interessato da un carico considerevole di disabilità”.

Oltre agli investimenti per migliorare la diagnostica (soprattutto perché si tratta di tumori a rapida evoluzione) sono necessari interventi anche per agevolare l’accesso ai farmaci e per migliorare i trattamenti e la qualità di vita dei pazienti.

Il sesto Paese con il maggior carico di tumori sono gli Usa

I Paesi osservati per questo studio sono stati distinti in diversi gruppi in base ad alcuni indicatori: livello di reddito, di istruzione e tassi di fertilità confluiti nell’indice Sdi. Nei Paesi ad alto e alto-medio Sdi (maggior reddito, maggior livello di istruzione e bassa fertilità) si sono verificati circa il 35% dei nuovi casi di tumori infantili nel 2017 ma si tratta di Paesi che contano solo per il 18% degli anni di vita persi (circa 2 milioni di anni). Nei Paesi a medio-basso e basso Sdi (reddito e istruzione minori, alta fertilità) le proporzioni erano maggiori: a fronte del 38% dei nuovi casi di tumore i Paesi contavano per il 60% degli anni di vita persi (circa 7 milioni).

Sono India, Cina, Pakistan e Indonesia i Paesi nei quali, nel 2017, il carico di tumori infantili è stato maggiore ma al sesto posto si collocano gli Stati Uniti. Globalmente la malattia oncologica che più contribuisce al tasso di anni di vita in buona salute persi è la leucemia (i tumori del sangue sono il 34% di tutti i tumori infantili) seguita da quelli a cervello e sistema nervoso.

 

Foto: Pixabay

di Vito Miraglia
Pubblicato il 31/07/2019