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Asmatici, tre su quattro hanno limitazioni sul lavoro

Avere l’asma rende difficile lavorare al meglio, al pieno delle proprie potenzialità. In ufficio si può perdere fino a un decimo delle ore settimanali, c’è un calo di produttività e spesso si prova anche disagio nell’usare i farmaci inalatori con cui controllare i sintomi dell’asma. Da un sondaggio condotto in sei Paesi e pubblicato su Journal of Asthma and Allergy si è visto che in tre casi su quattro questa malattia respiratoria limitava lo svolgimento della propria attività su posto di lavoro.

Se mal controllata, le conseguenze sono peggiori

L’asma bronchiale è una delle malattie respiratorie più comuni. È un’infiammazione cronica che comporta sintomi come tosse, difficoltà a respirare, senso di costrizione al torace. I sintomi, anche nelle loro manifestazioni, variano da persona a persona e ad esempio possono peggiorare con l’attività fisica. Tra i bambini è la malattia respiratoria cronica più diffusa e nel mondo – secondo le stime dell’Oms, l’Organizzazione mondiale della Sanità – sono 235 milioni le persone che devono fare i conti con questa patologia.

L’asma ha effetti significativi sulla qualità della vita delle persone colpite, a maggior ragione se non è adeguatamente controllata. Gli autori della ricerca citano ad esempio uno studio del 2015 condotto in alcuni Paesi europei secondo cui tra il 24% e il 60% dei soggetti intervistati si era dovuto assentare almeno un giorno da scuola o da lavoro nell’anno precedente per via dell’asma.

Anche per questo studio si è voluto valutare l’impatto della patologia sulle attività lavorative ma anche sul benessere mentale sul posto di lavoro. I ricercatori hanno intervistato 1598 pazienti provenienti da Brasile, Canada, Germania, Giappone, Spagna e Regno Unito. Erano tutti almeno diciottenni, impiegati a tempo pieno o con un lavoro part-time e utilizzavano un inalatore o dei farmaci preventivi per la gestione dell’asma. La rilevazione ha quantificato la riduzione delle ore di lavoro, il calo di produttività mentre si svolgevano le proprie mansioni e il calo di produttività totale nei sette giorni precedenti al sondaggio. Con la domanda “Come ti fa sentire l’asma a lavoro?” è stato invece valutato l’impatto dei sintomi sul benessere emotivo dei pazienti.

Importante l’intervento di medici e medici del lavoro

Nella settimana precedente l’intervista, è emerso che in media i lavoratori perdevano un decimo del loro orario lavorativo settimanale. In media il taglio era di 5,4 ore di lavoro sia per gli impiegati a tempo pieno che per quelli part-time. Per tre quarti degli impiegati (74%) l’asma comportava un calo di produttività e per oltre il 40% dei pazienti questo calo era ‘significativo’. I lavoratori riferivano di essersi sentiti fiaccati dai sintomi della patologia, di aver avvertito stanchezza, debolezza, stress e disagio fisico. In totale la produttività lavorativa si era ridotta di un terzo (36%).

La malattia, inoltre, si ripercuoteva anche sul benessere emotivo dei partecipanti al sondaggio: “Ciò che ci ha colpito di più è stato l’impatto emotivo dell’asma sul posto di lavoro”, spiega Kevin Gruffydd-Jones, medico del centro sanitario Box Surgery della contea di Wiltshire nel Regno Unito. “Un numero notevole di pazienti si sentiva in colpa, si vergognava e si imbarazzava mentre usava gli inalatori a lavoro”. Alcuni partecipanti hanno detto di aver avvertito anche un senso di inferiorità rispetto ai colleghi per via della malattia.

Anche se si è guardato a una sola settimana di lavoro in un anno intero, e senza fare confronti con i pazienti asmatici asintomatici o con i lavoratori senza asma, lo studio ha sottolineato il tema delle conseguenze e delle limitazioni che l’asma comporta sul posto di lavoro. Per contenere l’impatto della patologia sulla produttività è necessario un approccio coordinato fra lavoratori, medici, e specialisti di medicina del lavoro, sottolineano i ricercatori: “I medici devono chiedere ai pazienti dell’impatto della malattia sul lavoro e i loro datori devono incoraggiarli a rivolgersi al medico. Inoltre devono fornire un ambiente lavorativo ‘a misura di asmatico’. Ciò richiede non solo la garanzia di appropriati controlli ambientali ma anche un ambiente lavorativo che minimizzi l’imbarazzo ad esempio permettendo ai lavoratori di uscire per usare gli inalatori”, conclude Gruffydd-Jones.

 

Foto: © perfectmatch - Fotolia.com

 

di Vito Miraglia
Pubblicato il 02/08/2019

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