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02-08-2019

Servizio sanitario nazionale, la situazione al 2017


Diminuisce il numero dei dipendenti del Serrvizio sanitario nazionale. Nelle Aziende sanitarie locali, compresi gli Istituti di ricovero a gestone diretta, nelle aziende ospedaliere, nelle aziende ospedaliere universitarie integrate con il Servizio sanitario nazionale e in quelle integrate con l’università lavorano 603.375 mentre l’anno precedente erano 605.194. Il dato è contenuto nel documento del ministero della Salute “Personale delle Asl e degli Istituti di ricovero pubblici ed equiparati – Anno 2017”.

I dipendenti si distinguono tra impiegati in ruoli sanitari, in ruoli tecnici, amministrativi e professionali. Al primo appartiene il 71,5% dei dipendenti (431.492 unità); il 17,% (106.093) rientra nel settore tecnico, tra cui analisti, statistici, sociologi, assistenti sociali, programmatori, ausiliari specializzati; il 10,7% è impiegato in ruoli amministrativi (64.048) come direttori, assistenti e collaboratori amministrativi; il restante 0,2%, 1278 unità, sono invece professionisti come avvocati, ingegneri, architetti, geologi ma anche assistenti religiosi.

In particolare, per il ruolo sanitario, i medici e gli odontoiatri sono 101.100, in calo dai 100.703 del 2016, e gli infermieri 253.430 (con un calo molto più limitato di circa cento unità: nel 2016 erano 253.544). In percentuale il 58,7% è rappresentato da infermieri, il 23,4% da medici e odontoiatri e il 17,9% da altre figure professionali sanitarie (come dirigenti professioni sanitarie, personale tecnico-sanitario, personale funzioni riabilitative).

La distribuzione tra i due sessi vede una prevalenza di dipendenti di sesso femminile: 66,8% donne contro 33,2% di uomini. Considerando il solo ruolo sanitario, la percentuale di donne sale leggermente a 67,4% donne. Per questo ambito, la quota più alta di donne impiegate si trova nella provincia autonoma di Bolzano con il 79%, la più bassa invece in Campania con il 49,7%.