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Pressione arteriosa, il controllo h24 predice il rischio cardiaco

Monitorare l’andamento della pressione arteriosa nell’arco di 24 ore permette di prevedere con maggior accuratezza le possibili complicazioni di questa condizione rispetto alla misurazione in una sola occasione. La pressione del sangue rappresenta il principale fattore di rischio delle malattie del sistema cardiocircolatorio e per questo è necessario capire quale possa essere il metodo per misurarla più adeguato al fine di controllare l’ipertensione e contrastare i suoi possibili effetti. Di questo si è occupato uno studio internazionale condotto da diversi centri tra cui l’Università di Leuven (Belgio).

Uno dei suoi autori cita il caso degli Stati Uniti dove spesso l’utilizzo della misurazione h 24 della pressione è limitato ad alcuni casi: “La nostra ricerca – spiega Gladys Maestre della University of Texas – sottolinea la necessità di utilizzare delle misurazioni nell’arco di 24 ore per diagnosticare l’ipertensione e definire, affinare i suoi trattamenti. Tuttavia negli Usa la maggior parte delle assicurazioni rimborsano il monitoraggio ambulatoriale nelle 24 ore solo quando già si è individuata una pressione a livelli maggiori in ambito clinico ma si sospetta sia normale in altre situazioni o se si crede di essere in presenza di un’ipertensione non rilevata o mascherata”.

Utile misurare la pressione anche di notte

Gli autori dell’articolo pubblicato su Journal of the American Medical Association hanno osservato i dati di 11.135 individui in quattordici anni provenienti da dodici Paesi tra Europa, Asia orientale e America Latina. Hanno potuto mettere così a confronto l’accuratezza predittiva delle misurazioni della pressione arteriosa eseguita da un operatore sanitario in uno studio rispetto a ripetute misurazioni nelle 24 ore sia di notte che di giorno. Le probabilità di sviluppare una patologia cardiovascolare durante tutti gli anni di osservazione dello studio si correlano più strettamente a quest’ultimo tipo di misurazione: “Sebbene le malattie vascolari e cardiache siano fortemente associate con la pressione arteriosa, indipendentemente da come è misurata, fino a ora non sapevamo quale tipo di misurazione riuscisse a catturare il rischio nel modo più accurato”, aggiunge lo specialista.

Per misurare i valori pressori i ricercatori si sono serviti di un monitor per la pressione portatile. In media sono state eseguite trenta misurazioni nel corso della giornata e dieci di notte, con il vantaggio di poter misurare la pressione quando la persona dormiva. In questo modo, infatti, i risultati non erano viziati dalle attività quotidiane o dai pasti. E questo spiega in parte la maggiore accuratezza dei valori della pressione arteriosa misurata nottetempo nella correlazione con le patologie cardiovascolari.

L’ipertensione si può prevenire

L’applicazione del monitoraggio ambulatoriale continuo della pressione arteriosa ha anche un altro vantaggio, ovvero “è conveniente” secondo Maestre: “Permette la prevenzione delle malattie cardiovascolari avviando il trattamento con tempestività”. In altre parole si risparmiano quelle risorse che si sarebbero spese per far fronte alle conseguenze dell’ipertensione, alle sue possibili complicazioni, dall’angina pectoris a infarto e ictus, ma non solo. Il risparmio è anche in termini di riduzione della disabilità e della mortalità premature.

Nel mondo – sono dati dell’Organizzazione mondiale della Sanità – l’ipertensione interessa oltre un miliardo e centomila persone, di cui due terzi vivono nei Paesi a basso e medio reddito. È il maggior fattore di rischio cardiovascolare ma si può prevenire, e controllare. Diverse azioni sono fondamentali per contenerne i rischi: dal seguire una dieta sana, bilanciata, con un notevole consumo di frutta e verdura, ala riduzione del consumo di sale e di grassi saturi, dall’attività fisica regolare alla disassuefazione dal fumo di sigaretta.

 

Foto: Pixabay

di redazione
Pubblicato il 09/08/2019