Nostalgia, amica mia:
fa bene alla mente,
allontana la solitudine
Dopo anni di "saudade do Brasil", racconti sul "mal d`Africa" e “nostalgia canaglia” firmata Al Bano, tutto si ribalta: anziché nuocere, secondo gli ultimi studi la nostalgia farebbe bene all`animo, aumentando l`autostima, accrescendo la sensazione di essere amati e allontanando la solitudine. Ad affermarlo è una ricerca dell`University of Southampton pubblicata su Current Directions in Psychological Science.
Nel diciassettesimo e diciottesimo secolo la nostalgia era reputata una malattia a tutti gli effetti e pianto, battito cardiaco irregolare e anoressia erano considerati i sintomi tipici. Con il ventesimo secolo i medici hanno iniziato a considerarla un disturbo psichiatrico, circoscritto a determinate tipologie di individui e caratterizzato da insonnia e ansia. Gli ultimi studi, il più recente dei quali è proprio quello condotto dai ricercatori di Southampton, hanno invece dimostrato che non solo la nostalgia è diffusa in tutte le culture e in tutte le fasce d`età, ma sarebbe anche terapeutica.
Il sentimento coinvolge quasi sempre persone a noi vicine o luoghi a noi molto cari, e secondo i ricercatori proteggerebbe la salute mentale. Inducendo la nostalgia in un gruppo di volontari, infatti, i ricercatori guidati da Constantine Sedikides hanno notato che i nostalgici avevano più stima di loro stessi e si sentivano più amati e protetti. Inoltre la saudade che i soggetti avevano provato li avrebbe preservati, secondo lo studio, dalla sensazione della solitudine.
La nostalgia, secondo i ricercatori, sarebbe un sentimento positivo anche perché aiuterebbe le persone a costruire la propria storia: collegando il passato con il presente e generando una visione positiva degli anni che furono, aiuterebbe a dare continuità e senso alla vita. Molti anziani si rifugiano nel passato: sono loro i più esposti alla solitudine, spiegano gli studiosi, ed essere nostalgici può aiutarli a superarle la sensazione di tristezza dettata dall`essere soli: “La nostalgia – concludono gli autori dello studio – influisce positivamente sulla memoria, sulle emozioni, sull`opinione di sé e sulle relazioni con gli altri. Non si deve averne paura”.
di paolo fiore (15/12/2008)

- Seguici anche tramite Feed RSS