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Il sistema immunitario non va a dormire: di notte lavora meglio

Quando è meglio prendere un’infezione? Se non si può proprio evitare di incappare nei batteri, è sempre meglio infettarsi di notte. Il sistema immunitario, infatti, agirebbe meglio durante le ore notturne, preservandoci al meglio da malattie e disturbi stagionali. A rivelarlo, i ricercatori della Stanford University che hanno presentato la loro scoperta nel corso del 48° Meeting annuale dell’American Society for Cell Biology (Ascb) svoltosi a San Francisco, negli Stati Uniti. Gli studiosi hanno riscontrato che la fagocitosi - il meccanismo fisiologico attraverso il quale il sistema immunitario distrugge i batteri che cercano di aggredire l’organismo - raggiunge il suo massimo di attività durante la notte, mentre durante il giorno si mostra meno combattivo.
Per definire il rapporto tra l’attività del sistema immunitario e il ritmo circadiano -  cioè il ritmo biologico che regola le attività dell’organismo di tutti gli esseri viventi in base all’alternarsi del giorno e della notte e del sonno e della veglia nell’arco delle 24 ore - la ricercatrice Mimi Shirazu-Hiza e il suo collega David Schneider hanno preso a modello le risposte immunitarie della drosophila melanogaster, popolarmente conosciuta come moscerino della frutta.
In precedenti esperimenti gli studiosi avevano già notato che i moscerini con infezioni batteriche perdevano il naturale ritmo circadiano, e che i moscerini che avevano perso il ritmo biologico erano più suscettibili alle infezioni, dimostrando quindi la stretta correlazione tra il bioritmo e le infezioni.
Nell’esperimento condotto dalla Stanford University i moscerini sono stati infettati con due diversi batteri patogeni, la listeria monocytogenes e lo streptococcus pneumoniae in diversi momenti del giorno e della notte per monitorare il corso delle infezioni e rilevare eventuali differenze delle risposte immunitarie tra le ore notturne e quelle diurne.
Dai risultati è emerso che i moscerini che erano stati infettati nelle ore notturne avevano avuto maggiori possibilità di sopravvivenza rispetto a quelli infettati durante il giorno: "Questi risultati suggeriscono che l`immunità è più forte di notte - spiega Mimi Shirasu-Hiza - confermando l`ipotesi che le risposte immunitarie specifiche sono più forti durante il sonno, quando gli esseri viventi non sono impegnati in attività metabolicamente dispendiose".
Negli esseri umani le risposte immunitarie come la fagocitosi, concludono i ricercatori, agiscono non solo per combattere le infezioni batteriche, ma sono anche implicate nella lotta nei confronti di un numero sempre crescente di patologie, tra cui il cancro e le malattie neurodegenerative. La conoscenza sempre più approfondita di determinati meccanismi del sistema immunitario potrebbe quindi rappresentare un nuovo passo avanti nella lotta anche contro queste patologie.

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Pubblicato il 15/12/2008

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