Un test rapido contro la super-Tbc
Due giorni invece di tre mesi per sapere se si è contratta la Tbc. Le nuove diagnosi permetteranno nei paesi in via di sviluppo di conoscere la risposta degli esami clinici in largo anticipo, permettendo di iniziare il trattamento appropriato per combattere le nuove forme multireristenti di Tbc.
Secondo le statistiche, infatti, solo il 2% dei malati di super-Tbc viene oggi trattato con i metodi e le terapie adeguate. Con il nuovo progetto, invece, nel giro di quattro anni si potrebbe arrivare al 15%. Lo rivela l`Organizzazione mondiale della sanità, che per il progetto ha lavorato in collaborazione con Stop Tb Partnership, Unitaid (International Drug Purchase Facility) e Foundation for Innovative New Diagnostics.
Sono due i progetti che sono stati realizzati per contrastare queste infezioni, per un investimento totale di 60 milioni di dollari. “Questo programma migliorerà la tecnologia necessaria per diagnosi rapide, ma anche la disponibilità di medicinali per trattare forme resistenti di Tbc”, commenta in una nota dell`Oms il premier britannico Gordon Brown, che è tra i fondatori di Unitaid e che con il suo governo ha collaborato alla realizzazione di Stop Tb Partnership nel 2006.
Nei Paesi in via di sviluppo i pazienti affetti da Tbc vengono sottoposti al test per le forme multiresistenti solo dopo che è stato constatato il fallimento dei medicinali tradizionali. La diagnosi, però, in questo modo viene ritardata di due mesi, durante i quali i malati possono peggiorare, fino a morire, o trasmettere la malattia ad altre persone.
Attraverso un fondo Unitaid da 26,1 milioni di dollari 16 paesi in via di sviluppo saranno indotti, nei prossimi 4 anni, a impiegare il nuovo test molecolare, che verrà fornito dalla Stop Tb Partnership. Il progetto prevede anche un ulteriore finanziamento di 33,7 milioni di dollari, sempre da parte di Unitaid, grazie al quale la Global Drug Facility potrà rifornire ben 54 Paesi del sud del mondo di farmaci necessari per trattare la Tbc multiresistente.
Secondo le statistiche, infatti, solo il 2% dei malati di super-Tbc viene oggi trattato con i metodi e le terapie adeguate. Con il nuovo progetto, invece, nel giro di quattro anni si potrebbe arrivare al 15%. Lo rivela l`Organizzazione mondiale della sanità, che per il progetto ha lavorato in collaborazione con Stop Tb Partnership, Unitaid (International Drug Purchase Facility) e Foundation for Innovative New Diagnostics.
Sono due i progetti che sono stati realizzati per contrastare queste infezioni, per un investimento totale di 60 milioni di dollari. “Questo programma migliorerà la tecnologia necessaria per diagnosi rapide, ma anche la disponibilità di medicinali per trattare forme resistenti di Tbc”, commenta in una nota dell`Oms il premier britannico Gordon Brown, che è tra i fondatori di Unitaid e che con il suo governo ha collaborato alla realizzazione di Stop Tb Partnership nel 2006.
Nei Paesi in via di sviluppo i pazienti affetti da Tbc vengono sottoposti al test per le forme multiresistenti solo dopo che è stato constatato il fallimento dei medicinali tradizionali. La diagnosi, però, in questo modo viene ritardata di due mesi, durante i quali i malati possono peggiorare, fino a morire, o trasmettere la malattia ad altre persone.
Attraverso un fondo Unitaid da 26,1 milioni di dollari 16 paesi in via di sviluppo saranno indotti, nei prossimi 4 anni, a impiegare il nuovo test molecolare, che verrà fornito dalla Stop Tb Partnership. Il progetto prevede anche un ulteriore finanziamento di 33,7 milioni di dollari, sempre da parte di Unitaid, grazie al quale la Global Drug Facility potrà rifornire ben 54 Paesi del sud del mondo di farmaci necessari per trattare la Tbc multiresistente.
di ida casilli (14/07/2008)

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