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Cancro alla prostata: la mortalità si riduce con ormoni e radioterapia

Dimezzare la mortalità del cancro alla prostata: la nuova arma contro uno dei tumori più diffusi è un trattamento che combina terapia ormonale e radioterapia. La scoperta è merito della svedese Umea University ed è stata pubblicata su The Lancet.
Lo studio ha seguito 875 pazienti affetti da cancro alla prostata dividendoli in due gruppi: al primo è stato applicato un trattamento ormonale, da tempo riconosciuto come efficace per la lotta a questo tipo di tumore; nel secondo la terapia endocrina è stata combinata con la radioterapia. A distanza di dieci anni la mortalità all`interno del primo gruppo è stata del 23,9%, mentre nel secondo si è abbassata all`11,9%.
Nonostante gli ottimistici risultati, spiegano gli studiosi che hanno condotto la ricerca, ci sono però stati degli inconvenienti: tra i pazienti curati con radiazioni e ormoni si sono infatti verificati più frequentemente disturbi come incontinenza urinaria e impotenza. Effetti collaterali che, stando ai dati raccolti, possono essere reputati marginali se si considera che nei soggetti analizzati la mortalità complessiva - cioè per cause anche diverse dal cancro - si è mantenuta comunque più bassa nel gruppo che ha seguito la terapia combinata: dopo dieci anni è infatti deceduto il 29,6% dei pazienti contro circa il 40% di coloro che avevano seguito il solo trattamento ormonale.
I risultati della ricerca sono così positivi che Anders Widmark, professore della Umea University che ha guidato la ricerca, ha definito la nuova terapia come “lo standard del futuro per la cura del cancro alla prostata”.
Il carcinoma della prostata è uno dei tumori più diffusi al mondo tra gli uomini. Colpisce circa 679 mila individui l`anno, uccidendone 221 mila. In Italia, secondo dati dell`Associazione italiana per la ricerca sul cancro (Airc), ci sarebbero circa 9 mila nuovi casi ogni anno

di paolo fiore
Pubblicato il 17/12/2008