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Dimentichi tutto? È una proteina la chiave dei ricordi

Missione: salvare la memoria. Il primo obiettivo è stato centrato: i ricercatori della University of Florida hanno “catturato” un enzima che potrebbe essere il responsabile della morte o della sopravvivenza delle cellule cerebrali che gestiscono i ricordi. La scoperta, pubblicata su Cell death & differentiation, potrebbe aiutare a trovare una soluzione alla perdita di memoria legata al passare degli anni. Il colpevole dei tanti ricordi in fumo potrebbe essere un enzima, il Phlpp1: dove la sua quantità aumenta, le cellule cerebrali si dimostrano più vulnerabili.
Travis Jackson e Thomas Forster, ricercatori del McKnight Brain Istitute, si sono chiesti “perché un insieme di cellule sopravvive mentre un altro muore, anche se i due gruppi sono a pochi millimetri di distanza l`uno dall`altro”. Per tentare di dare una risposta si sono focalizzati sull`ippocampo, una regione cerebrale che sovrintende alla memoria e ha un ruolo importante nelle emozioni. La stessa area è anche particolarmente vulnerabile in caso di ictus o problemi circolatori, ma anche una delle prime a risentire dell`Alzheimer.
Jackson e Forster hanno “pedinato” Akt, una proteina che, attivata, rende le cellule più forti e ne allontana la morte. Sulle tracce di Akt, i ricercatori americani sono arrivati al responsabile della sua attivazione: Phlpp1. Dove questo enzima, scoperto appena tre anni fa, risultava in quantità elevate, la presenza di Akt era inferiore e le cellule più vulnerabili. “Se le cellule dell`ippocampo ricevono un attacco – ha detto Forster – potrebbe essere possibile respingerlo accrescendo la quantità di Akt”.
Come in tutte le missioni che si rispettino, c`è sempre un imprevisto: “Secondo alcuni studi - conclude Forster - una maggiore attivazione di Akt potrebbe a lungo andare rivelarsi dannosa per la memoria. Ma siamo convinti che in casi di grandi danni si potrebbe usare la proteina in modo terapeutico”.

di paolo fiore
Pubblicato il 18/12/2008