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Svelato l’identikit dell’artrite reumatoide

Non solo estetica: nel collagene si troverebbe la chiave per comprendere le cause dell`artrite reumatoide. È quanto emerge dallo studio pubblicato su Arthritis Research Therapy dai ricercatori dell`Università Cattolica di Roma che hanno identificato la connessione tra i linfociti T legati al collagene e la patologia.
L`artrite reumatoide è una malattia autoimmune, caratterizzata cioè dal malfunzionamento del sistema immunitario che rivolge i propri attacchi contro i tessuti dell`organismo stesso. Come spiegano gli esperti le cellule immunitarie, definite linfociti T, nel caso della patologia attaccano la cartilagine che circonda le ossa che è composta da proteine, fra le quali il collagene, principale bersaglio degli attacchi autoimmuni.
Dalla ricerca effettuata prima sui topi e in seguito sugli uomini gli scienziati italiani hanno scoperto, nei pazienti affetti da artrite, la presenza di una particolare famiglia di linfociti T che `si dedica` al collagene. Non è tutto: gli studiosi hanno anche potuto osservare che i parenti sani dei malati possiedono cellule T molto simili a quelle di chi sviluppa la patologia, e che con la scomparsa dell`artrite in seguito alla terapia spariscono anche questi gruppi di linfociti.
La scoperta consentirebbe dunque di monitorare le condizioni cliniche dei pazienti e, soprattutto, di riuscire a prevedere le ricadute. I linfociti in questione, spiega Francesco Ria, patologo che ha partecipato alla ricerca, “ricompaiono prima ancora che il paziente mostri i sintomi della malattia. Se questo verrà confermato, si tratterebbe di uno strumento diagnostico formidabile: i danni più gravi e irreversibili avvengono infatti nella prima fase della malattia”.
L`individuazione delle cellule T responsabili dell`artrite reumatoide potrebbe dunque rendere “possibile ipotizzare - conclude Gianfranco Ferraccioli, reumatologo dell`Università Cattolica di Roma - che un intervento precoce possa spegnere realisticamente la malattia sin dalle primissime fasi”.

di nadia comerci
Pubblicato il 17/12/2008